peuterey pelle Ai compagni che non condividono il mio omaggio alla Catalogna

peuterey metal Ai compagni che non condividono il mio omaggio alla Catalogna

Alle compagne e ai compagni che mi hanno criticato per il mio omaggio al popolo della Catalogna, giudicando la sua lotta sbagliata, ambigua, borghese, egoista, nazionalista, eccetera, e che hanno contrapposto ad essa la lotta di classe di Marx e Lenin, rispondo ricorrendo proprio al più grande rivoluzionario della storia moderna.

Le rotture del sistema avvengono oggi su faglie non previste dal manuale delle giovani marmotte marxiste leniniste. E sono piene di ambiguità e contraddizioni ma sono rotture. E in questo caso lo stato confusionale dei poteri forti UE dimostra che la rottura c

E poi con chi stareste voi, con un popolo che si ribella, ripeto con ambiguità e contraddizioni, e che in questa ribellione matura, o con il Re e e i postfranchisti che lo reprimono? Siete sicuri di potervi chiamare fuori da tutto questo? Aggiungo che quando Fidel ed il Che sbarcarono dal Granma a Cuba dicendo “liberiamo la Patria”, il partito comunista di allora, di cui nessuno di loro faceva parte, li definì come avventuristi piccolo borghesi.

Sono stato nel Donbass; non ho visto il socialismo, che non c ma un popolo antifascista e progressista che lotta per la propria autodeterminazione Cosa dovevano fare? Aspettare la rivoluzione in tutta l e intanto farsi massacrare?

Lenin scriveva che per la rivoluzione vale il motto di Napoleone: si comincia lo scontro e poi si vede

Per favore compagni non date i voti a chi ci prova nella condizione reale in cui sta, soprattutto da un paese, il nostro, che dopo essere stato per decenni all dei conflitti in Europa oggi è alla più triste retroguardia.

Cari compagni non fate i pedanti, ma siate generosi

Per nostro interesse, prima di tutto.

29 ottobre 2017 Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: 29 ottobre 2017, ore 6:38

Peccato che una volta di più, come nel caso di tutte le guerre imperialiste contro popoli liberi e governi legittimi, Cremaschi la faccia fuori dal vaso. Sui migranti uguale. Ingenuità, infantilismo? Il dato è che la frammentazione di Stati unitari e sovrani viene praticato da Usa e UE, sotto guida della nota élite, per amalgamare in masse e strutture disidentizzate e inconsapevoli di se stesse, ogni possibile ostacolo davanti al Nuovo Ordine Mondiale. Molto poco democraticamente, Cremaschi ignora anche che per la separazione della Catalogna dei ricchi ha votato farsescamente e truffaldinamente una minoranza dei catalani. Su tutto questo, come sui sostenitori dell senza se e senza ma, mirata a svuotare i paesi da depredare delle proprie generazioni e destabilizzare gli anelli deboli del mondialismo neoliberista in Europa, aleggia la fetida immagine del golpista e speculatore criminale George Soros. E si che cosa e chi questa chiavica rappresenti (basta la foto col bacio della Bonino). A Cremaschi sta bene anche questo?

Troppo facile definire ragionamento scolastico quello di chi ha dubbi sull catalano. Per Lenin l delle colonie (Afganistan) significava la fine dei sovraprofitti imperialistici, quindi la rivolta delle aristocrazie operaie dei paesi capitalisticamente apicali.

Ecco perché certe indipendenze davano una mano alla rivoluzione ed al comunismo, quando questo avesse vinto in occidente avrebbe coinvolto anche i popoli arretrati, il grandioso sviluppo delle forze produttive avrebbe dato margini anche a questo scopo

D parte, in quel momento le masse afgane e dei paesi colonizzati, poco avrebbero potuto fare se non cercare l per quanto capitanati da emiri o comunque da personaggi delle locali classi dominanti, vista l della struttura economica e sociale di quei paesi (soprattutto mancanza di proletariato industriale come possibile guida)

Come oggi l della Catalogna possa portare danno al capitale trans nazionale, il nemico di oggi, è un po difficile da capire. L della Catalogna più che favorire una ripresa delle lotte, rischia di spaccare la classe operaia anche catalana, visto che essa è composta anche da lavoratori arrivati da tutte le regioni storiche della Spagna, ed ovviamente spezzetta la classe operaia di tutta la penisola iberica A fronte di un capitale che è largamente internazionalizzato e gioca a mettere in concorrenza lavoratori di ambiti territoriali diversi per un continuo abbassamento dei salari

La sinistra centralista e militarista fa i conti con quella internazionalista e libertaria. Si ostina a non voler comprendere le cause profonde, non sempre economiche, di una volontà di separazione. Un progetto di separazione nasce sempre da un reale maltrattamento, da una sopraffazione. Questa in Europa come in altre parti del mondo passa per i poteri più comuni dello stato moderno che in Catalogna e Scozia è rappresentato ancora dalla monarchia. Questi poteri sono fra primi militari e giudiziari, occupazione e spregiudicatezza.

ottimo commento, tra l la ue ad egemonia ordocapitalista per ora appoggia la spagna di rajoi, altrimenti sarebbero problemi pere per altri stati uniotari della ue, inutile rompere ora un equilibrio utile al ordocapitalismo

Ma in prospettiva, se avanzassero anche altrove nella ue movimenti indipendentisti, guarda caso nei paesi piu impoveriti, allora la musica potrebbe cambiare, le regioni resesi autonome finirebbero come croazia o repubblica ceca, subfornitoti di semilavorati industriali all franco tedesco ( piu tedesco che franco)

Davvero nel mondo di oggi senza una chiara visione di classe vince sempre il capitale, piu che ieri quando vi erano margini per sviluppii autonomi pur collegati al mercato mondiale ( n0n vi era la crisi di oggi e gli stati e le economie oggi interconnesse lo erano molto meno aprendo spazi sia economici che politici)

poi con chi stareste voi, con un popolo che si ribella, ripeto con ambiguità e contraddizioni, e che in questa ribellione matura, o con il Re e e i postfranchisti che lo reprimono?

Ma che ragionamento è? Questo è puro manichesmo. Caro Cremaschi, la contraddizione è proprio nel tuo inciso: ambiguità e contraddizioni Io non sono disposto a credere che quando un popolo si ribella ha sempre ragione, particolarmente quando a ribellarsi è la minoranza della popolazione che detiene la maggioranza in Parlamento in virtù di una legge elettorale sbagliata,
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come negli Stati Uniti e come è avvenuto in Italia in passato. In Spagna si sono scontrati due forme di moderatismo incarnate da Rajoi e Peudegemont, il tutto a danno dell popolo catalano.

Perche’ alle sinistre “disunite” basta un argomento (che sia impegnato, vitale, o semplicemente di commento), per scatenare una diatriba infinita quanto inutile si fini pratici, diatriba che segna profondamente la sinistra nel suo valore? Mi spiego.

Dal 1972, anno in cui sono entrato in un’organizzazione di sinistra (extraparlamentare, veniva definita una volta), i 2/3 delle discussioni pubbliche, di cellula, di sezione, di sezione cittadina, di federazione regionale e alla fine, nazionale, vertevano creando infiniti dibattiti, MAI risolto o chiarificatori, sulle posizioni delle varie sinistre. OGGI, nulla e’ cambiato. Non è’ Possibile esprimere una posizione o un’opinione nemmeno sulla Catalogna che subito iniziano le critiche, le contro critiche, le contro/contro. E, puntuali, queste posizioni portano alla divisione d’intenti. Alle accuse che a volte sono infamanti di posizioni di destra, posizioni revisioniste, posizioni del cazzo! I risultati? Partendo dagli anni 78/80 ho assistito a tre congressi di scioglimento e fondazione, una decina di segretari politi. Ho perso almeno altri dieci confessi di modifica, di costituzione. Ho assistito allo smantellamento di tutti gli interventi di fabbric, ho visto sparire l’attivita Nelle scuole, i quartieri sono stati abbandonati n tutto nel nome di una cultura, unica che agiva attraverso i volantini di uno sciopero, abbandonando per paure “ataviche” fra i gruppi delle sister nei confronti di altri. Marxisti, Leninisti, Anarchici, Trozchisti e chi piu’ Ne ha, ne metta e alla fine? Ci contiamo tutti cari compagni, e ci conteremo come negli ultimi 15/20 anni fino ad arrivare S contarci sulla punta delle dita di due mani. Non è possibile esprimere posizioni diverse, su argomenti diversi senza incazzardi e criticare chi, secondo una linea di un “partito”, non è d’accordo? I principi fondamentali devono essere gli stessi., SEMPRE, le divergenze su argomenti saremo liberi di esprimerle? NO? Be, allora! Ricordatemi però, perché è un po’ che non lo sento: bere birra e grappa e’ di sinistra, bere whisky di destra, vero? E eschimo di sinistra e cappotto o piumino di destra. Sarà forse per questo che la grossa maggioranza di birre e grappe, Eschilo sono spariti e passati a bere whisky e indossare piumini e cappotti.

Poi, ne avrei altre venti, mille da raccontare e commentare ma lo spazio non e’ solo Mio.

E quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare. La fuga in Belgio del gruppo dirigente della catalana dimostra di che pasta siano gli uomini che la rappresentano. Dal canto suo, il governo Rajoy con l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola sta facendo, di fronte alla proclamazione dell’indipendenza della Catalogna, ciò che dovrebbe fare, secondo quanto prescrive l’articolo 5 della nostra Costituzione, qualsiasi governo italiano per mantenere l’Italia “una e indivisibile” nel caso in cui si verificasse un moto secessionista analogo a quello che si è sviluppato all’interno dei confini della nostra consorella latina. Nella presente situazione della Spagna è allora evidente che le forze secessioniste sono schierate su posizioni reazionarie; le forze che difendono lo Stato nazionale svolgono invece una funzione oggettivamente progressiva. La disgregazione regionale (anche qui indipendentemente dalle vesti e dagli orpelli sotto cui si cela) e la costituzione delle cosiddette ‘macro regioni’ tendono infatti alla distruzione delle istituzioni democratiche. del tutto falso che questo genere di separatismo conduca a uno sviluppo della democrazia su scala continentale, poiché, per la sua natura corporativa, localistica ed autoritaria, tende a modificare i rapporti di forza a favore della classi padronali e costituisce un ostacolo alla possibilità di ridistribuire il potere e la ricchezza. la classe operaia spagnola unita è più forte; le divisioni su base etnico nazionalista la rendono invece più debole e portano acqua al mulino della reazione interna e internazionale.

Data la stima che ho per Cremaschi, l col Donbass mi lascia di stucco. La reazione ad un colpo di stato nazista, che minaccia la stessa esistenza dei russi in Ucraina, viene paragonato al secessionismo dei benestanti catalani, ammantato da retorica antifranchista e nazionalista.

E poi,
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adottando il principio astratto di stare al fianco di qualsiasi che si ribella ci toccherà appoggiare la padana.