Peuterey punta all’estero per rilanciare il fatturato

LA SFIDA è prendersi il mondo. O giubbotto peuterey almeno una parte di esso, quello dei nuovi mercati che crescono come le economie mature non sanno più fare. La strada è segnata anche per Peuterey, la maison lucchese dell’alta peuterey roma moda, centro pensante ad Altopascio come ricorda con orgoglio il suo giovane presidente, Francesca Lusini, che prima col padre e ora col fratello Giovanni controlla e conduce questo brand famoso per i pregiati capospalla. Ne produciamo 700.000 all’anno dice la presidente. Strada segnata, si diceva, verso un’internazionalizzazione spinta, da inseguire attraverso l’apertura a raffica di negozi monomarca e la crescita in due aree del globo: America e Far East.

In pochi mesi il gruppo ha già aperto dodici negozi monomarca, all’estero e in Italia. Per quest’anno altre 4 aperture previste in Europa (Germania, Svizzera e Austria, in un’area che resta il secondo mercato dopo l’Italia) e altre 4 5 in Asia. E poi ancora 30 nei prossimi cinque anni, supportati dall’avvio di società oltre confine, come ha ricordato l’amministratore delegato, Tiziano Bonacchi, all’atto dell’ammissione della società in Elite, il programma di Borsa Italiana che accoglie solo le eccellenze per aiutarle nello sviluppo, anche attraverso il rafforzamento patrimoniale con la quotazione in Borsa o l’ingresso di fondi nel capitale sociale. Non subito, però dicono da Peuterey.

All’estero a passo di carica, insomma, per far crescere quella quota del 30% di ricavi che il gruppo di Altopascio ottiene oltre confine di un fatturato che inevitabilmente ha sofferto della crisi dei consumi giacche peuterey interni: i ricavi che nel 2011 avevano sfondato la soglia dei 100 milioni, sono pesantemente scesi ad 85 nel 2012, livello che si punta a mantenere nell’esercizio in chiusura alla fine di questo mese e aspettando che gli investimenti all’estero diano ritorni. Anche la redditività è in calo dal top raggiunto nel 2009, quando l’ebitda sul fatturato fu del 23,4% (quest’anno dovremmo essere intorno al 13% dice Francesca Lusini).

Ai brand Peuterey, nato nel 2002 (la società madre Geo srl è del 1990), e Geospirit, molto più recentemente si sono aggiunti PostCard e Aiguille Noire. Il gruppo è un caposaldo importante dell’economia intorno ad Altopascio, dove dà lavoro diretto a 200 addetti e alimenta l’indotto, oltre ad occupare una quindicina di persone nella sede di Milano e un altro centinaio nella rete dei negozi. Nel nostro stabilimento spiega Francesca Lusini disegniamo e realizziamo tutti i prototipi, circa 600 nell’ultima stagione autunno inverno, e curiamo lo sviluppo del campionario utilizzando esclusivamente aziende toscane. Così come di provenienza italiana sono i tessuti e gli accessori, mentre la confezione è poi a cura di fasonisti in giro per il mondo. Per i prossimi cinque anni conclude la presidente puntiamo a proseguire in un crescita peuterey bambino sana, investendo non solo in flagship store all’estero ma anche in risorse umane e comunicazione.