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Un film di Robert Altman.continua Lyle Lovett, Brion James, Vincent D’Onofrio, Sydney Pollack, Rod Steiger, Julia Roberts, John Cusack, Jeremy Piven, Scott Glenn, James Coburn, Peter Falk, Louise Fletcher, Gary Busey, Jack Lemmon, Sally Kellerman, Patrick Swayze, Lee Grant, Nick Nolte, Robert Carradine, Rosanna Arquette, Valeria Golino, Robert Wagner, Elliott Gould, Lily Tomlin, Steve Allen, Jill St John, Jeff Daniels, Paul Dooley, Franco Nero, Susan Sarandon, Tim Curry, Andie MacDowell, Dennis Franz, Hector Elizondo, Steve James, Burt Reynolds, Peter Gallagher, Bruce Willis, Ray Walston, Sally Kirkland, Malcolm McDowell, Cyd Charisse, Dina Merrill, Mimi Rogers, Jeff Goldblum, Felicia Farr, Brad Davis, Teri Garr, René Auberjonois, Lori Singer, Joel Grey, Anjelica Huston, Seymour Cassel, Bert Remsen, Harry Belafonte, John Stamos, Tyra Ferrell, Richard E. Young, Charles BurnettGriffin Mill è un produttore. ai vertici di una compagnia cinematografica e la sua volontà è legge. Ha la Range Rover col fax, casa strepitosa, abiti Armani e decide quali copioni diventeranno film. Gli sceneggiatori gli raccontano cinquantamila soggetti all’anno e lui realizza dodici film. Un giorno riceve una lettera anonima, viene minacciato di morte. E continua a riceverne. Risale, attraverso il computer, al nome di uno sceneggiatore che mesi prima aveva avuto delle promesse non mantenute. Lo cerca e lo trova a Pasadena che sta guardando Ladri di biciclette. I due si parlano ma l’altro, scontrosissimo, non sta al gioco. C’è una lite e lo sceneggiatore finisce ucciso, involontariamente. Griffin conosce la compagna del morto e ne diventa l’amante. Viene anche inquisito ma la testimonianza chiave si rivela infondata, anzi, quasi comica. Nel frattempo assistiamo a varie istantanee del mondo hollywoodiano. Uno è potentissimo e un’ora dopo non lo è più. Accade allo stesso Griffin. Un regista sembra assolutamente onesto e per fare il suo film accetta di essere sepolto dai compromessi. Ma qui tutto finisce bene. La moglie del produttore (che è sempre l’ex compagna dell’assassinato) saluta il maritino che arriva dal lavoro, lei è rosea e incinta. La coppia è felicissima. Tim Robbins e Altman sono stati entrambi premiati a Cannes. Il grande regista americano, dopo una serie di film che piacevano soprattutto a lui, “scende” nello spettacolare per manifestare ancora una volta la sua attitudine al suicidio e alla distruzione. E non è difficile distruggere l’ambiente del cinema, altri lo hanno fatto, e con molta suggestione, prima di lui; ricordiamo il celebrerrimo Viale del tramonto come archetipo. Il trionfo dei cattivi felici e sorridenti è comunque un passo avanti nel cinismo. Il fatto di divertire e fare sorridere mentre tutti i valori vengono capovolti non rende il film “meno cattivo”. Ma si tratta comunque di un grande film. E c’è persino un esercizio di virtuosismo nel primo piano sequenza, di ben otto minuti, per chi ama il cinema da quell’ottica. Il budget non consentiva l’operazione di grandi star, ma il prestigio di Altman è altissimo e le grandi star sono apparse gratis. Fanno se stessi attori come Burt Reynolds, Julia Roberts, Bruce Willis, Malcolm McDowell, Cher, Susan Sarandon, Rod Steiger, Peter Falk, Jeff Goldblum, Nick Nolte, James Coburn e Jack Lemmon.Come nasce un film a Hollywood lo impari meglio qui che in cento libri sul cinema, in cui le intenzioni didascaliche o celebrative ti portano fuori strada. E’ come se Altman ti portasse per mano dentro gli studios, fra le relazioni caotiche della gente del cinema, i motivi umani e l’interesse sovrano del business.Altman, che ha sempre filmato la casualità a volte banale, a volte tragica della vita, sempre con un distacco ironico che può essere considerato il suo “tocco”, qui nel suo elemento continuaLe prime scene di “The players” ci regalano una carrellata, sottile ma non troppo, pungente ma non troppo, sul mondo produttivo e creativo (?) di Hollywood, secondo lo stile corale caro al regista di “Short cuts”. Emerge quell’atmosfera mista tra satira sociale e thriller che pervaderà l’intera pellicola, ma senza la drammaticità dell’opera appena citata e l’umorismo del tanto bistrattato “Pret a porter”. “The players” oltre che “I protagonisti” sono anche i “Giocatori”, termine che potrebbe essere continuaLa storia “attorno” a I protagonisti è interessante almeno quanto la storia “nel” film. Beninteso in termini di etologia del mondo del cinema.Riassumiamo la vicenda in venticinque parole, come Altman stesso raccomanda si faccia per ogni buon soggetto. “Regista già celebre e osannato, poi caduto in disgrazia, gira un film sulle perversioni del sistema holl’woodiano, e Hollywood, oltre che il pubblico, lo osanna.’ Non c’è dubbio infatti che, dei tanti film sul mondo del cinema, alcuni anche di rara ferocia (ricordate S.Hollywood non ama gli scrittori: si sentono tutti artisti, hanno in testa grandi idee, non capiscono che ciò che conta, nel cinema come in qualsiasi altra industria, è la capacità del prodotto di fare denaro. Quantità, non qualità. O meglio, una qualità giudicata con metri diversi da quelli dell’arte: ottima fattura, conoscenza di ciò che il mercato desidera, nessuna indulgenza verso le “fantasie autoriali”. Così pensa Griffin Mill (Tim Robbins), I’executive di un’importante compagnia hollywoodiana, personaggio principale di I protagonisti, di Robert Altman.Ciak, si gira!: la più celebre frase del cinema si sovrappone alla caricatura di un set, con il regista al di qua della macchina da presa e la diva al di là. l’inizio di The Player, in italiano I protagonisti. In fondo, è lo stesso Ciak, si gira! con cui Robert Altman dà il via al suo film. Poi, una zoomata indietro allarga il campo. La caricatura è un quadro che domina l’intera parete di un ufficio. La zoomata prosegue, senza alcuno stacco diventa una carrellata. Ora siamo fuori dall’ufficio, in mezzo a una piccola folla indaffarata di uno studio hollywoodiano.Ho visto di recente una proiezione privata del film di Altman, The Player. una vera chicca, ma ho paura che chi non è un addetto ai lavori si perda il 90% delle allusioni e dei riferimenti all'”inside Hollywood”. Spesso è così cifrato che per goderselo lo spettatore medio dovrebbe ricevere alla cassa del cinema, assieme al biglietto, anche una Guida. Il vecchio maestro si è divertito a mettere in fila con grande minuzia tutto quello che attualmente è più “trendy”.
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