peuterey giubbotti uomo prezzi Il bruco che digerisce e distrugge la plastica

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Un bruco piuttosto comune in grado di biodegradare il polietilene, o PE, una delle plastiche pi resistenti e pi diffuse. La scoperta che potrebbe contribuire significativamente a risolvere problema dello smaltimento della plastica di un gruppo di ricercatori dell della Cantabria a Santander, in Spagna, e dell di Cambridge, in Gran Bretagna, che firmano un articolo su “Current Biology”.

Il bruco in questione la larva della farfalla Galleria mellonella, ben nota a pescatori che la usano come esca, con il nome di camola del miele o tarma maggiore della cera.

Una camola del miele alle prese con un foglio di polietilene (Cortesia Federica Bertocchini, Paolo Bombelli, and Chris Howe)La scoperta avvenuta quasi per caso, quando i ricercatori hanno notato che i sacchetti di plastica che contenevano le larve erano costellati di fori: il 13 per cento della massa della plastica era stata divorata dall nel giro di 14 ore.

La sorpresa arrivata quando hanno controllato se l ingeriva la plastica oppure riusciva a biodegradarla, scoprendo che il polietilene veniva trasformavano chimicamente in glicole etilenico, un composto organico molto usato come anticongelante.

Secondo i ricercatori, questa capacit un sottoprodotto delle abitudini alimentari dell

G. mellonella depone le uova all degli alveari, dove le larve crescono sulla cera d una complessa miscela di composti lipidici. Anche se in condizioni normali la larva non mangia la plastica, in caso di bisogno riesce ad adattarsi, molto probabilmente perch la digestione della cera d e del PE richiede la rottura di legami chimici dello stesso tipo.

La definizione dei dettagli molecolari della capacit di G. mellonella di digerire il polietilene richiede ulteriori

studi, dato che al momento non chiaro se sia dovuta direttamente al suo organismo o all enzimatica della sua flora batterica.

Lo scorso anno era stato identificato un batterio, Ideonella sakaiensis, che in grado di biodegradare, anche se piuttosto lentamente, un plastica, il polietilene tereftalato (PET), ma la degradazione biologica del PE era finora ritenuta una possibilit molto remota.

Solo recentemente stata osservata una degradazione, ma molto lenta e inefficiente, del polietilene da parte di un fungo e di un batterio intestinale di un larva, Plodia interpunctella.

I ricercatori sperano che, grazie all ben superiore di G. mellonella, sia possibile giungere a una soluzione biotecnologica della gestione dei rifiuti di polietilene.
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