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Carla Boccherini Anselmi è l’autrice del libro : Gli dèi dentro di noi. In questa sua opera ci introduce a quella che lei stessa chiama “Astrologia Evolutiva”, un percorso di riconoscimento dei nostri archetipi astrologici che determinano ciò che siamo e ciò che potremmo divenire. Questo blog nasce con l’intento di divulgare e approfondire i temi trattati nella sua opera. L’Astrologia Evolutiva intende portare ogni persona ad approfondire il proprio stato di consapevolezza attraverso la conoscenza della simbologia astrologica e il riconoscimento delle forze che determinano le nostre scelte, le nostre attitudini e in ultima analisi ciò che siamo realmente.

In qualità di agente promotore mi auguro che i lettori di questo blog possano essere toccati nel profondo dalle acute osservazioni di Carla Boccherini, e vi auguro un felice riconoscimento e una appassionata lettura.

Vico CortezNel suo domicilio diurno dei Gemelli Mercurio rappresenta l’intelletto allo stato puro; anela ad acquisire una conoscenza enciclopedica che può essere priva di un indice di riferimento, poiché il signore del mezzo messo nel suo primo domicilio attinge di preferenza alle forme del mondo visibile che variano con le circostanze, da cui l’attributo di diurno di questa sede del pianeta.

L’individuo Gemelli vuole conoscere tutto e possibilmente subito, mentre difficilmente si prende il tempo necessario per collegare una cosa con l’altra o per sistemare le sue nozioni seguendo un ordine di riferimento, come invece farà subito l’altro Mercurio che ha sede nel segno della Vergine.

La sua erudizione, o forse sarebbe meglio parlare di incessante accumulazione di nozioni in questa primitiva fase di Mercurio, non si fonda su una ricerca del senso, bensì rappresenta la funzione di un significato.

Quasi tutti, dico quasi tutti e non mi metto a enumerarli uno per uno i conduttori di talk show e programmi a quiz televisivi sono dei Gemelli, almeno in Italia.

L’individuo che nasce con Sole nella sede diurna di Mercurio può essere detto il Giocoliere.

Qui Mercurio partecipa della natura divina e mortale dei Gemelli Castore e Polluce, figli della stessa madre, Leda, ma di padre diverso.

Tindaro mortale e Giove immortale giacquero con Leda che in seguito a questo strano connubio avvenuto in contemporaneità partorì i Dioscuri.

Subito a partire dalla loro nascita i due fratelli gemelli si trovarono nella condizione lacerante di non potere conciliare i loro opposti destini; la sintesi psicologica fra umano e divino sarà possibile solo nel segno polare del Sagittario dominato da Giove.

L’individuo che nasce con Sole nel segno di Mercurio diurno può anche essere chiamato l’eterno cercatore.

In questa sede assolata Mercurio rappresenta l’adolescente col suo anelito all’assoluto e la sua nostalgia per la totalità; in questa fase di mezzo, l’umano sopporta male le opposizioni, le contraddizioni e ogni tipo d’inconciliabilità.

Il tipo Gemelli accumula conoscenza, non tanto per il gusto di sapere, quanto piuttosto perché soffre di non essere anche contemporaneamente l’altro da sé; la sua ricerca incessante di significati e la sua curiosità inesausta sono la risultanza di questa sua ansia di fondo che lo spinge a sperimentare anche più strade e metodi contemporaneamente, mosso dalla speranza di giungere alla fine a tirare quell’unico filo al quale si congiungano i tanti destini diversi e inconciliabili sul piano di Gaia.

Quando, in prossimità della morte di uno di loro, i Dioscuri ottengono da padre Giove il permesso di vivere alternativamente nell’Ade e nell’Olimpo, raggiungono un compromesso che consente loro di non perdersi di vista: l’uno si sente vivo solo rispecchiandosi nell’altro, poiché a entrambi manca un punto di riferimento interno che, infatti, sfugge alla conoscenza intellettuale di Mercurio che capisce e conosce solo tramite il paragone di una cosa con l’altra.

L’individuo dei Gemelli passa perciò facilmente dall’esaltazione alla depressione, anche nel volgere di poche ore; e ciò non dipende in alcun modo da un variare dell’umore interno, o non avviene come risposta alla fluttuazione emotiva dell’ambiente circostante, come potrebbe essere il caso del Cancro dominato da Luna, bensì segue e amplifica il ritmo del respiro che passa dalla introiezione alla estroversione seguendo un ordine prestabilito e radicato nell’istinto di sopravvivenza, da cui l’alternanza di lucidità e di quasi ottusità del tipo Gemelli, il quale, ogniqualvolta si vede costretto a entrare in profondità di un argomento, si sente letteralmente soffocare, poiché, secondo il suo sentire, ciò lo potrebbe condurre verso una unilateralità che per lui significa morte: la perdita di vista e del contatto col gemello rimasto là fuori.

Di solito, nell’individuo nato sotto questo segno, tale impasse è superata con l’ironia che gli fa assumere un atteggiamento di noncuranza, che però maschera un’ansia profonda. Allo stesso modo, il tipo Gemelli cela ogni suo eventuale disagio esibendo un’allegria che è mille miglia distante dalla vera gioia o felicità. Insomma, fa il simpatico e di solito ci riesce perché ha la battuta pronta e arguta, che più che stuzzicare l’altro persegue lo scopo di iniziare un dialogo o una conversazione leggera.

Dei Gemelli abbiamo due tipi distinti che possono alternarsi anche nello stesso individuo: quello sempre divertito e dedito al gioco e al travestimento seguendo le richieste esterne ch’egli sente di dover assolutamente soddisfare, il tipo cioè funzionale, contrapposto al gemello cupo e malinconico la cui intelligenza si applica con diligenza a un metodo e perciò può parere serio e riflessivo mentre, in realtà, sotto l’aderenza al metodo cela l’angoscia dell’imminente perdita del compagno, cioè del senso.

Ma nessuno dei due si sbilancia davvero a investigare a lungo nel mondo esterno o a riflettere profondamente dentro di sé, siccome entrambi sono attanagliati dal timore di scoprire fuori di sé l’Ade, al quale è destinato il gemello mortale, o al loro interno la differenza genetica che decreta l’inconciliabilità dei loro opposti destini.

Il primo tipo corrisponde al gemello divino Polluce che allegramente sciupa parte della sua immortalità pur di restare accanto al fratello mortale, mentre il secondo corrisponde a Castore che crede di potere esorcizzare la morte attaccandosi a un metodo o un sistema: il compromesso.

Entrambi sono comunque proiettati all’esterno: il primo, che ha ricevuto il dono dell’immortalità grazie all’eredità paterna, assomiglia al figlio che sperpera il patrimonio accumulato dai suoi avi, il secondo, che invece sperimenta la paura di invecchiare, rifugge dalla riflessione sul suo valore interiore che lo condurrebbe immancabilmente all’incontro col signore del Tempo e all’inevitabile fine dei giochi. Allo stesso modo, il tipo Gemelli può essere prodigo o tirchio, senza mai diventare grandiosamente avaro o incurantemente generoso.

La sua originalità consiste nel saper assemblare elementi disparati facendone un prodotto artistico. E’ un vero maestro del collage. La sua originalità consiste anche nel saper cogliere la bellezza là dove si trova, e non è una cosa da poco.

La sua naturale dolcezza si traduce non di rado in inerzia che gli fa accettare compromessi col solo scopo di non cambiare una situazione data, ma non per spirito di conciliazione, come potrebbe essere il caso dell’altro segno venusiano, poiché non gli passa neanche per la testa che l’altro non veda la stessa cosa che vede lui, siccome è evidente, a occhio nudo; il Toro dispone per così dire sempre di un occhio nudo, poiché per arrivare alla visione tecnologica bisogna percorrere ancora tre segni, fino alla Vergine.

Venere notturna non ha ancora scoperto l’opposizione e, con questa, la socialità e la possibilità di conciliazione che emergeranno nella Bilancia, ma, per certi versi, è già capace di mediare grazie alla coabitazione con Luna che smussa le differenze. Il tipo Toro è quello che oppone resistenza passiva ai cambiamenti ed è relativamente incapace di difendersi dai soprusi. Il suo compito precipuo è quello di difendere lo spazio vitale dov’è insediato il suo gruppo di appartenenza.

La fedeltà a un ordine non è tanto di tipo morale quanto è piuttosto motivata da un confuso senso di appartenenza; quando si rende servo e schiavo, il suo servire non persegue, come nel caso del Capricorno, la segreta e silenziosa ambizione di diventare un giorno padrone, ma piuttosto quella di schivare le responsabilità. Si sente bene se può trovare rifugio in qualcuno che possegga una forza morale superiore alla sua.

A differenza del Cancro, il tipo Toro non ricerca la protezione fisica, ma piuttosto il sostegno di chi mostri una certa autorità o, meglio, autorevolezza datagli da una maggiore esperienza di vita, che è in definitiva l’unica cosa ch’egli apprezzi davvero; e, soprattutto, è attratto da coloro che mostrano spirito di iniziativa. Allora diventa un seguace e un esecutore di ordini, in una maniera però diversa dal tipo Vergine che analizza e sistema in schemi le novità che gli vengono via via proposte da qualcuno meno attanagliato dai dubbi di lui: il tipo Toro non conosce dubbi sulla sua realtà ma preferisce offrire la spalla o la sua resistenza fisica all’eventuale padrone o al compagno che è disposto a iniziare ex novo.

Il suo non può perciò essere detto un libero atto di umiltà, ma piuttosto è un cercar rifugio sotto l’ala protettiva del potente che può essere rappresentato dal capo tribù o semplicemente dal tetto della capanna.

E, di nuovo, non perché, come nel caso del Cancro, egli si senta fisicamente debole e fragile, ma perché in questa fase non ha ancora sviluppato una forza morale che gli consenta di far fronte all’ignoto o di conciliarsi con le differenze che gli si presentano dal mondo circostante.
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