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Poeta, scrittore, Roberto Piumini il pi amato tra gli autori per l Forse perch non scrive solo per l e il suo sguardo, emotivo, civile, mai prescrittivo, realizza con naturalezza dei purissimi incontri culturali tra i piccoli lettori e i suoi testi. Su Bill 12 abbiamo ragionato insieme a lui su un possibile incontro tra il linguaggio della pubblicit e i bambini. Eccone una versione accorciata. Segue un su una campagna meravigliosa e su due idee per un nuovo rapporto tra il pubblico dei piccoli e la pubblicit

Certo qualcosa di diverso da quel che succede all L se addirittura non rifiuta il messaggio o gli dedica solo un secondaria depotenziandone il aggiunge le informazioni pubblicitarie mondo a quello che sa, colloca la scena pubblicitaria in un teatro vasto e vario. Per il bambino, per la seduttivit narrativa e l del linguaggio, sia sonoro sia visivo, la pubblicit ha pi potere di istituzione, di efficiente come quello che, per altre ragioni, ha la fiaba ascoltata nell comunicativa con un caro adulto. Per l la pubblicit un l per il bambino predicazione autorevole e insospettabile di realt

Dovrebbe essere un linguaggio che parla al corpo e all affettiva del piccolo, riferendosi al suo corpo e alla sua esperienza affettiva. Ma come la mettiamo, poi, con l istituzionale all di un prodotto? Paradossalmente, una pubblicit che rispetti il piccolo dovrebbe solo farlo a essere senza proporgli oggetti: solo spingendolo/aiutandolo a esplorare/consolidare il suo mondo. In pratica, un messaggio dono per giocare a essere, magari soltanto firmato, alla fine, da un logo, come si firma una lettera amorosa.

S ma nei termini della risposta precedente, dove la non portare al prodotto, ma confermare/arricchire l e favorire la creativit ampliare la scelta e non ridurla. Soluzione dell creativo non dev un prodotto, ma il desiderio di agire e di sapere. Alla fine, come dicevo, una firma, come quella di uno zio benefico e misterioso, che al limite soddisfi una curiosit fra altre: mi ha fatto giocare cos bene? mi ha raccontato questa bella storia?

D parte molti grandi autori per l hanno frequentato il mondo della comunicazione e la pubblicit Leo Lionni, Munari, Eric Carle, Dr. Seuss che cre il Grinch, Margret Rey che invent Curious George. Pensa che quelle esperienze possano avere influito sulla loro opera?

Pierfranco Calvi mi propose, in tempi antichi, dopo che raggiunsi il top score in un suo test sperimentale di ambiequale (equilibrio tra pensiero divergente e convergente) di fare il creativo per la sua agenzia. Erano epoche di sdegni sessantotteschi, e perci rifiutai. Per un amico, figlio di produttore di margarine, inventai, in antico, col compenso di una pizza, il nome Inventai il nome per l individuale di un radioprotettrice sanitaria: Non ne ricavai nemmeno un bacio, causa l Ho scritto per Ferrero soggetti e testi per cortometraggi di cartoons, con personaggi creati su inseriti nelle confezioni dolciarie. Ecco quanto.

Alcune, legate naturalmente a Carosello. Certi personaggi di cartoni, scenette seriali come quella tra due vecchi personaggi aristocratici (gli attori Volpi e Calindri) che culminavano con il tormentone: un gioco di parole! E poi ho commesso un errore! Non ho mai usato la Brillantina Linetti! I testi in versi, in generale. Anche qui, ero pi sensibile alle proposte in cui il linguaggio verbale giocava con pi divertimento. Credo di non aver mai comprato nella mia vita un prodotto in relazione alla pubblicit dello stesso. O forse s per qualche tempo, in antico, Pasta del Capitano per il fascino salgariano del volto baffuto e poi del sapore caramelloso del prodotto.

“Prendete l di una patatina fritta: se spegnete la luce, non la vedete pi Mentre Luminou, al buio, si accende”. uno dei tantissimi soggetti di una campagna dedicata a questi pupazzi che fanno compagnia ai piccoli durante la notte. Qui il linguaggio parla del prodotto. Ma non bamboleggia: semmai fa incontrare adulti e bambini in una zona franca, fatta di stupore e gioco. Questo incontro tra le et sembra essere al momento l chiave plausibile di un possibile nuovo tipo di rapporto tra minori e pubblicit non pi la separazione tra gli spot “per te mamma” da un lato e il glittering pomeridiano per bambini mollati davanti alla tv dall Anche qui pu dunque nascere un racconto nuovo e capace di accomunare le generazioni, come Pixar insegna.
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