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Bene, vi ho detto la scorsa volta di quanto lo zucchero faccia male. Non ho aggiunto la raccomandazione di evitare di mangiare dolci e tutti quei cibi (quelli di produzione industriale sono tantissimi) nei quali fra gli ingredienti è previsto lo zucchero. Non vi ho dato questa raccomandazione per evitare il solito coro di proteste: no, non dirmi che non posso mangiare più dolci, con cosa faccio colazione? O con cosa mi consolo se qualcosa nella giornata è andata storta? E avreste pure ragione, a brontolare, perché siamo abituati fin da piccoli al dolcetto consolatorio o gratificante, e ci sono certi momenti in cui di qualcosa di dolce sembra non se possa fare a meno, tanto forte ne è il desiderio (oddio, ecco che arriva subito l’eco della pubblicità e del maggiordomo che porta un vassoio di cioccolatini in carta dorata).

C’è da dire che l’industria, nell’innescare e poi perpetrare la dipendenza dal dolce, ce ne ha messo di suo; non dico niente di nuovo nell’affermare che i dolci industriali sono confezionati con delle diaboliche misture di zucchero grasso sale studiate proprio per creare dipendenza (su questo, il bel libro “Perché mangiamo troppo” di David A. Kessler), senza scordare che già lo zucchero in sé crea dipendenza. Ma per una volta non voglio star lì a dire tutto il male di ciò che l’industria e le nostre cattive abitudini vogliono continuare a farci mangiare. Rilassiamoci, e concediamoci il permesso di mangiare un bel dolce. Ma fatto con le nostre mani, e senza zucchero!

Come si fa? Semplice, come fa la mia amica Anna Villarini, biologa nutrizionista dell’Istituto dei Tumori di Milano, che prepara in casa le torte per la sua colazione sostituendo lo zucchero (quello bianco da cucina) in vari modi, a seconda della ricetta. Con la frutta fresca, ad esempio. Le banane, le mele o le pere frullate sono ottimi dolcificanti, e in una ricetta fanno sia da dolce che da liquido (potendo così eliminare il latte). Stessa cosa vale per il succo di mela. Per i dolci meno morbidi, come lo crostate, potete usare al posto dello zucchero la frutta disidratata, come l’uva sultanina, le albicocche essiccate, i datteri, i fichi secchi e le prugne secche. Fate però attenzione che siano biologici e non siano trattati con conservanti o altri additivi chimici. Per aggiungerli alle vostre torte, basta frullarli con un po’ di acqua o di latte di soia. Senza zucchero è anche possibile preparare delle ottime composte di frutta (le composte sono propriamente marmellate senza zucchero), basta usare soltanto frutta matura. Il loro gusto dolce vi sorprenderà. Ma torniamo alla nostra voglia di dolce, e al potercene preparare uno in casa. Con la ricetta che vi propongo potrete velocemente (la velocità in cucina per me è fondamentale) preparare dei dolcetti vegani (non contengono latte né uova), e che io avendo scritto anche un libro sulla celiachia ed essendo molto sensibile all’argomento ho reso senza glutine. di frutta disidratata mista (uva sultanina, albicocche disidratate, ananas disidratato, prugne secche), 50 grammi di farina di riso integrale, 50 grammi di latte di soia, un pizzico di gomma di guar (la gomma di guar serve ad addensare perché la farina di riso è senza glutine; se non avete problemi di intolleranza al glutine potete sostituire la farina di riso con la semola di grano duro, e non aggiungete la gomma di guar).

Procedimento: tagliate a coltello sia la frutta secca che quella disidratata, mettete il tutto in una ciotola, aggiungete la farina che avrete già mescolato con la gomma di guar e mescolate tutto. Versate il latte di soia e lavorate per bene l’impasto, che dovrà essere morbido ma consistente. Fatene delle palline e sistematele su una teglia foderata con carta forno. Infornate per 20 minuti in forno a 180. Servite fredde. Sono buonissime, garantito!
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