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L’evento, si inserisce nell’ambito della promozione di iniziative culturali, che la Fondazione Sistema Cultura si propone di sostenere, rivolte alla valorizzazione di diverse discipline artistiche tradizionali e alla sperimentazione di nuove avanguardie votate allo sviluppo delle identità isolane. La formazione artistica di è maturata a Cagliari, dove è nata ed ha vissuto, ereditando sensibilità artistica ed introspezione. Lascia l’insegnamento per dedicarsi allo studio di varie tecniche pittoriche, che sostenuto dalla curiosità per la sperimentazione artistica, la conduce ben presto verso la conoscenza di tecniche innovative applicate alla porcellana che le consentono di accostare, alla passione per l’incisione, una nuova espressività ponendo in rilievo, con un equilibrio delicato, le capacità artistiche e la preziosità dei materiali utilizzati.

Donne in costume sardo, con le lunghe gonne plissettate, gli scialli ricamati, i visi intenti che sembrano guardare dritti dentro un obiettivo. Incide con un ago o un punteruolo, . E per realizzare i suoi accurati ritratti stende su lastre di porcellana uno strato d’oro. E poi lo copre, con polveri nere, lasciando del fulgore del metallo soltanto un profilo sottile. Armata di sottilissimi strumenti ( da ricamatrice, quasi ), Maddalena traccia, raschia, abrade, alla ricerca di una luce interna che catturi e riveli a chi osserva il passaggio silenzioso dalle tenebre al sole. ()

Vengon fuori dai ricordi delle estati passate a Dorgali, le figure di . Donne in costume sardo, con le lunghe gonne plissettate, gli scialli ricamati, i visi intenti che sembrano guardare dritti dentro un obiettivo. Sono interni casalinghi, ad ospitarle, e giovani ragazze o bambine, a far loro compagnia. E a popolare con la presenza di vecchi saggi dalle dignitose rughe un mondo che sopravvive ormai solo nella memoria. Incide con un ago o un punteruolo,
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. E per realizzare i suoi accurati ritratti stende su lastre di porcellana uno strato d’oro. E poi lo copre, con polveri nere, lasciando del fulgore del metallo soltanto un profilo sottile. In mezzo, in un procedimento che riporta alla misteriosa arte dell’alchimia, più cotture effettuate a diverse temperature. Nessuna matrice, né torchio, nel lavoro di un’artista che delinea, segno su segno, immagini di scuro realismo che riportano alla mente la grande scuola degli incisori isolani. Paesaggi, alberi, case, scene di gruppo, nelle visioni degli augusti predecessori. , invece, preferisce dirigere il suo sguardo sull’individuo, concentrarsi sulle espressioni dei volti, forse sulla solitudine dei suoi soggetti. E sembra proteggerli, calandovi sopra morbide ombre.

All’autrice piace cimentarsi con tecniche faticose e desuete, come il nero fumo. Accende le candele sotto tavole di legno, fa addensare la fuliggine e poi, col disegno, la sottrae pian piano, fino a fare emergere i lineamenti di ritratti a metà tra gli antichi fayoum egiziani e le icone devozionali del rito ortodosso. Potrebbe adoperare mezzi più facili e immediati, come i pennelli. Ma c’è qualcosa che l’attrae nell’imprevedibilità della materia, nei suoi comportamenti irregolari. Armata di sottilissimi strumenti (da ricamatrice, quasi), Maddalena traccia, raschia, abrade, alla ricerca di una luce interna che catturi e riveli a chi osserva il passaggio silenzioso dalle tenebre al sole.
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