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Dopo molti anni di successi, la più conosciuta delle BMW la M3 sarà sostituita dalla nuovaBMW M4. LaM3 rimarrà ,comunque, in catalogo per la sola versione a quattro porte, non prevista per la M4.

Riguardo il peso e le prestazioni le due vetture sono molto simili. La scelta è in definitiva una questione di gusti e praticità, considerato che la M3 offre cinque posti e la M4 uno in meno.

Difficile, comunque, scambiare la BMW M4 per una versione più “soft” della M3 che dispone già di 306 CV. La M4 ne ha 317, solo 11 in più. Il cofano si presenta bombato, ed i paraurti sono segnati da ampie prese d’aria e dalle ormai caratteristiche “branchie”, sui parafanghi anteriori che svolgono una funzione aerodinamica agevolando il flusso dell’aria nei passa ruota.

Sono in alluminio parti della carrozzeria e delle sospensioni posteriori,ciò per risparmiare peso, mentre il tetto, la struttura dello sportello del baule, la barra duomi anteriore e l’albero di trasmissione sono in fibra di carbonio.

Il passaggio alla sovralimentazione non è stato facile, ed il perfetto abbinamento con il pedale del gas, visto l’uso previsto in pista, ha costretto a ridurre le dimensioni del turbocompressore. Questo eviterà il fenomeno cosiddetto”turbo lag”.

La BMW M4, ha una bella “voce”specialmente in piena accelerazione a gas spalancato, quando le valvole dello scarico si aprono per far fluire più liberamente i gas. All’interno la percezione è meno presente,nonostante l’amplificatore di suono che sfrutta le casse dell’impianto audio, già collaudato nella “sorella maggiore” M5.

L’elettronica, asseconda il guidatore nel “tirare fuori” il meglio dalla BMW M4. Il servosterzo elettrico può essere regolato su tre livelli, e altrettanti sono i settaggi offerti dalle sospensioni adattative (2000 euro) e il cambio robotizzato (4.000) a doppia frizione e sette rapporti. L’elettronica arriva fino al differenziale, autobloccante di tipo attivo, la percentuale di bloccaggio, e la potenza inviata a ciascuna delle ruote posteriori viene decisa attimo per attimo da una centralina, ciò permette di migliorare la trazione e ridurre la tendenza ad allargare la traiettoria all’uscita delle curve in accelerazione.

Le prestazioni: 4,3 secondi per passare da 0 a 100 km/h e di 250 km/h di velocità massima autolimitata che arrivano a 280 con il pacchetto M Driver’s,(2.600 euro), valori da supercar, vista la “Rabbia” con la quale si catapulta quando si affonda sul gas. Comunque, a definire il carattere della M4 non sono i (molti) cavalli, quanto il 40% di coppia in più rispetto alla precedente generazione, disponibile prima e su un più ampio rateo di giri. Se, si opta per la taratura più permissiva del controllo di stabilità, a volante sterzato e a meno di 3000 giri, anche una moderata ma decisa pressione sul pedale dell’acceleratore provoca controllabili scivolate da “pista”.

La cilindrata (3 litri) 6 cilindri in linea è lo stesso delle 435i e 335i, ma tutto il resto o quasi è nuovo. il basamento, i pistoni, l’albero motore, la coppa dell’olio con la pompa integrata. Nuovo pure il sistema di sovralimentazione. I turbo ora sono due montati in parallelo, uno ogni tre cilindri. Al raffreddamento pensa un grande intercooler, che si occupa anche di “addensare” l’aria in entrata nelle camere di combustione. Tutte queste modifiche hanno permesso di ottenere solo 11 CV in più rispetto alla M3, ma oltre 100 Nm di coppia in più sono infatti arrivati a 550, disponibili fra 1850 e 5500 giri. La potenza, di 431 cavalli, è costante fra i 5500 e i 7300 giri

I consumi si attestano sugli 11,4 Km/l con emissioni di 207 gr/km. Euro 6

Il prezzo base si colloca intorno ai 77.000 , ma sono tutti in salita.

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