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L’aspetto è moderno, non sono le vecchie forme di un tempo, ma architettonicamente si combina con le rocce e i ghiacciai. Un simbolo dell’evoluzione tecnologica, che anche in montagna sta assumendo aspetti che fanno forse discutere, ma che permettono di realizzare strutture e impianti funzionali, sicuri ed ecologici.

Una delle novità, nel panorama alpino del 2015 è la Skyway del Monte Bianco, l’impianto funiviario inaugurato il 30 maggio scorso, capace di portare ogni giorno migliaia di persone (al massimo 3000) dai 1370 metri della località Pontal d’Entreves, poco sopra Courmayeur, a due passi dal tunnel del monte Bianco, ai 3375 metri di punta Helbronner nel cuore dei ghiacciai, sopra lo storico rifugio Torino.

I lavori di rifacimento dei due tronchi della Skyway (via del cielo) sono durati 4 anni, dal marzo 2011 al maggio di quest’anno, con un costo di circa 138 milioni di euro.

L’impianto, realizzato dalla Doppelmayer è diviso in due tronchi con 4 cabine. Le due del primo balzo, da la Palud al Pavillon (2173 m) portano 80 persone, quelle dal Pavillon a Punta Helbronner hanno ciascuna una capacità di 75 persone. Sono mosse da due motori elettrici di 430 kw, con inverter, e permettono il recupero dell’energia. In discesa possono produrre energia elettrica che viene utilizzata per riscaldare l’acqua, tramite resistenze, per gli edifici. Il resto lo producono le pompe di calore. Tutti gli edifici hanno certificazione energetica A e A+. Alle stazioni alcune coperture sono realizzate con pannelli fotovoltaici, che di giorno producono energia elettrica. Caratteristica delle cabine è quella di compiere, nel tragitto di salita e discesa, una rotazione di 360 permettendo di osservare il panorama a tutto tondo.

Dal 30 maggio al 31 agosto sono salite alla Helbronner 120 mila persone, complici le numerose belle giornate dell’estate. La società funivie del Monte Bianco ha allestito nelle stazioni del Pavillon e di Punta Helbronner alcuni spazi che permettono di conoscere qualcosa in più della montagna, non solo ammirare da un balcone speciale il suo affascinante paesaggio. Al Pavillon la cantina in quota, anche perché al rifugio Torino (3300 metri) si affina lo spumante metodo classico Vallé d’Aoste Dop Blanc de Morgex et de La Salle Cuvée des Guides; il ristorante; un negozio di souvenir; una sala conferenze, dove vengono proiettati suggestivi filmati sulla valle d’Aosta. All’esterno, dove nella vecchia stazione sono in corso lavori di ristrutturazione, un bel giardino botanico.

Il rifugio Torino sorge poco sotto la stazione d’arrivo della Skyway ed è in ristrutturazione, riaprirà nella primavera del 2016. Oggi lo si raggiunge assai facilmente dalla stazione di Punta Helbronner, scendendo non più per le vecchie scalette, ma con un comodo ascensore, nel cuore della montagna, e percorrendo un tunnel di un centinaio di metri. Si esce da una porta a pochi metri dal rifugio nuovo, girando a sinistra ci si trova a camminare sul manto bianco del ghiacciaio del Gigante. A punta Helbronner è senza dubbio la terrazza panoramica, che permette di ammirare a 360 le vette del Bianco e la valle d’Aosta, sino al Cervino, al Monte Rosa e al Gran Paradiso, il punto più interessante, ma c’è anche la sala dei cristalli, la sala Monte Bianco, con vista sulla vetta ed il bar denominato, e non poteva essere altrimenti, bistrot de glacier con uno chef che prepara piatti d’alta qualità oltre che d’alta quota. Le funivie del Bianco funzionano dal 1937 e negli anni hanno subito dei cambiamenti, legati sopratutto ad ammodernamenti e adeguamenti alle normative.

Nel 1957 fu realizzato un impianto funiviario d’avanguardia, il collegamento con Chamonix, attraverso un ardito impianto a fune che da punta Helbronner porta, sorvolando i ghiacciai del Bianco, all’Aiguille du Midi (3842 m) dove giungono gli impianti in due tronchi da Chamonix. Il tratto dei ghiacciai è lungo circa 5 chilometri, è aperto nei mesi estivi ed è famoso perchè le funi sono rette da un pilone sospeso. La Skyway del Bianco terminerà la stagione il 1 novembre, per riaprire dal 4 dicembre al 30 maggio 2016. Le possibilità sciistiche sono rimaste le stesse sia sul versante italiano, sia verso la Francia nell’affascinante Mer de Glace.

In una splendida giornata di fine estate siamo saliti a vedere il nuovo impianto che in due balzi, di poco più di 4 minuti il primo e di 6 il secondo, porta dove le rocce e i ghiacciai incontrano il cielo. Gli slogan parlano dell’ottava meraviglia e in effetti con cieli sereni il Bianco è uno spettacolo da incanto. I commenti sulla terrazza in vetta a punta Helbronner erano di stupore, meraviglia e soddisfazione, perché lo scenario è imponente, con l’affilata cresta di Peutérey e le vette circostanti, il ghiacciaio della Brenva, eroso dai cambiamenti climatici, l’Aguille du Midi a nord, dove arriva l’impianto francese, il solitario Dente del Gigante e più in là le Grandes Jorasses ad est, Courmayeur e la vallata.

Montagne dall’aspetto imponente e severo, capaci di suscitare ammirazione e far venire la voglia di provare a girare attorno, ma bisogna ricordarsi che alpinisti, specie a quelle quote, non ci si improvvisa, ci vuole la giusta preparazione fisica e tecnica. Alla biglietteria danno a tutti un foglietto in tre lingue con le giuste raccomandazioni: evitare di avventurarsi sui ghiacciai, se non si è esperti.
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