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Il Dicoter, attraverso i suoi pi recenti programmi di studio e sperimentazione sui territori (Sistema, Porti e Proiezioni territoriali dei DSR), propone un’immagine del territorio italiano che supera la tradizionale articolazione in locale e globale, livelli territoriali e contesti amministrativi, nodi e reti, proponendo una nuova visione capace di integrare livelli istituzionali, settori di intervento, attori ed interventi, alimentando una multilivello che propone un’Italia delle selettive come scenario di competitivit coesione e cooperazione nel contesto europeo ed internazionale di sviluppo. La proposta innovativa, confluita nel QSN 2007 13, infatti articolata in: piattaforme produttive territoriali, costituite da quei territori distrettuali emergenti che hanno avviato processi di competitivit per accedere ai grandi circuiti internazionali; territori urbani di snodo, costituiti da quei sistemi citt che hanno la capacit di fungere da tra i grandi flussi internazionali e i territori locali, e per loro natura predisposti a fungere da innovatori infrastrutturali di connessione, considerati come una combinazione efficace delle diverse reti di flusso che dovranno garantire non solo la facilit delle comunicazioni di beni e persone, ma anche una agevole propagazione dei servizi e delle conoscenze che rappresentano il vero valore aggiunto dell’economia contemporanea.I programmi del Dicoter intendono quindi guidare la selezione delle strategie di intervento per restituire ai territori le qualit di connettori e elementi di coesione che possono alimentare le logiche di clustering, alimentando costantemente i flussi che percorreranno i fasci infrastrutturali; contemporaneamente si indirizza la definizione degli elementi cardinali di una efficace territorializzazione strategica che guarda al territorio come di progetti come selezionatore di istanze, come da ascoltare e da trasformare in valore.Le questioni sopra espresse trovano risposta nella specializzazione italiana, e del Mezzogiorno in particolare, in cui il cosiddetto di territorio diventa la risorsa primaria, costituita dalle eccellenze territoriali, dai palinsesti culturali e paesaggistici, dalla posizione geografica e dall’offerta di qualit che pu generare nell’ottica delle crescente soft economy . Inoltre, la sfida della competizione territoriale che a partire dal 2010 si giocher nell’area euromediterranea necessita di rafforzare, consolidare e connettere alle reti lunghe gli elementi di valore identitario perch questi non soccombano a causa della presenza di soggetti pi competitivi sul mercato dell’offerta di territori disponibili alla localizzazione di attivit o maggiormente attrattivi per agevolazioni sui costi di produzione. Il nuovo corridoio, denominato viene visto come un dispositivo attivo capace di funzionare come redistributore di flussi, come attivatore di nuove reti e come potenziatore di sistemi locali, contribuendo ad una pi generale del Mediterraneo in un’ottica di riequilibrio competitivo del sistema integrato euro mediterraneo .Il nuovo Meridiano alimenterebbe la creazione di una armatura euro mediterranea di riqualificazione delle risorse, di sviluppo delle accessibilit e delle economie e di promozione delle eccellenze, nel quadro della auspicabile redazione di un Piano Strategico per il Mediterraneo capace di agire per la definizione di politiche di convergenza verso obiettivi di sviluppo comuni dell’area MEDA fondati sull’uso equilibrato e competitivo delle risorse locali in un’ottica di sistema transnazionale.Nella visione del Corridoio Meridiano, la nuova stagione di pianificazione strategica delle citt e dei sistemi territoriali di riferimento rappresenta un’occasione per infondere nuovo impulso allo sviluppo policentrico e reticolare tramite il rafforzamento delle connessioni tra grandi reti infrastrutturali e sistemi di citt e attraverso la connettivit di reti lunghe alle armatura territoriali locali.L’Europa e il Mediterraneo sono oggi attraversati da potenti forze di agglomerazione spaziale capaci di agire come fattori importanti per l’addensazione spaziale dei sistemi locali (nei casi in cui la massa delle risorse non abbastanza elevata), per l’interconnessione dei milieux, per il potenziamento dei tessuti territoriali dei contesti delle aree urbane, utilizzate a loro volta come connettrici ai fasci infrastrutturali che attraversano l’area mediterranea.In particolare, la piattaforma strategica della Sicilia Occidentale centrata attorno al nodo metropolitano di Palermo, e rappresenta il punto di snodo e di distribuzione dei flussi del Corridoio Transeuropeo I e costituisce uno dei nodi di primo livello del Corridoio Meridiano per l’intercettazione, la ridistribuzione e la trasformazione produttiva dei flussi verso il Mediterraneo settentrionale e occidentale. La piattaforma caratterizzata dai territori urbani di Palermo Termini Imerese e Trapani, i quali si offrono come un sistema metropolitano multipolare e come importanti terminali delle autostrade del mare. Le aree portuali di Palermo e Termini Imerese, in particolare,
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stanno procedendo ad un’azione di clusterizzazione e di integrazione con le aree industriali e con l’interporto che ne moltiplicher il rango e che contribuir a definire meglio la domanda di trasformazione delle citt una dimensione di governance multilivello, i progetti di riqualificazione e sviluppo delle citt metropolitane, i programmi innovativi per la rigenerazione urbana (e tra questi soprattutto il Programma Stazioni i progetti di sviluppo delle reti infrastrutturali (soprattutto il potenziamento dei nodi) e il potenziamento delle piattaforme logistiche integrate formano un’armatura di potenzialit e progettualit che deve essere ricondotta a coerenza generale, che deve perseguire la competitivit non a discapito della coesione.Pertanto, le prime riflessioni progettuali relative al territorio snodo di Palermo riguardano quattro questioni principali: potenziamento dei nodi portuali e delle attrezzature retroportuali;Il Programma Innovativo Stazioni per Palermo, quindi, chiaramente alimentato da una potente visione strategica trans scalare, la quale consente:odi incrementare la disponibilit delle risorse finanziarie attivate sul territorio attraverso l’aumento della massa critica dei soggetti della produzione, dello scambio e della trasformazione e alimenta un mosaico del know how in un’ottica di filiera transnazionale;odi rafforzare la promozione delle identit e marketing territoriale della citt in un’ottica di distretto mediterraneo;Finalit generale del programma Stazioni dunque un poderoso intervento di “ricentralizzazione” delle aree urbane interessate, non solo attraverso la riqualificazione dei contesti ferroviari e portuali e la dotazione di nuovi servizi collettivi, ma soprattutto attraverso la ridefinizione o la localizzazione di funzioni di rango di citt metropolitana in grado di utilizzare il ruolo di “centri” e “porte” che le stazioni ferroviarie e i porti stanno progressivamente assumendo all’interno dei processi pi avanzati di rigenerazione urbana e competitivit territoriale.3Il contributo al Piano strategico per la riqualificazione, lo sviluppo e la promozione di Palermo CapitaleL’ambizione di Palermo di un riposizionamento tra le Capitali cio tra le citt metropolitane europee di secondo livello richiede che i processi di trasformazione e riqualificazione in atto ed i progetti di sviluppo avviati siano ricondotti ad una visione strategica del futuro della citt in grado di coinvolgere tutte le forze politiche, economiche, sociali e culturali della citt e di produrre pratiche di riqualificazione e sviluppo. Richiede anche capacit di raccordare le iniziative previste alle risorse esistenti, al bilancio comunale ed alle previsioni di entrata connesse ai progetti urbani, ai programmi integrati e ai fondi strutturali europei. Nonch di attivare nuovi canali finanziari legati alla valorizzazione urbana, attingendo al sempre pi poderoso flusso di capitali privati che chiede di investire su progetti credibili e solidi di rigenerazione urbana.Nell’ambito del Piano strategico per Palermo Capitale, avviato nel 2004 e entrato in fase operativa alla fine del 2006 , sono state individuate 12 Aree di Trasformazione Integrata (ATI), vaste aree strategiche per l’avvio del processo di riqualificazione, sviluppo e promozione della citt caratterizzate dalla presenza di importanti risorse territoriali sulle quali sono stati avviati progetti di trasformazione e per le quali necessario procedere ad azioni integrate di recupero architettonico ed urbano, riqualificazione ambientale, rigenerazione sociale, rivitalizzazione economica, marketing territoriale e comunicazione urbana. L’articolazione dalla citt in ATI consente di affrontare con modalit dedicate i processi di trasformazione delle singole aree, richiedendo in ogni caso una particolare attenzione alle aree di interfaccia e non perdendo di vista il sistema urbano generale, avendo come costante riferimento la di futuro che il piano strategico intende promuovere. L’area delimitata a nord dalla presenza dell’ex stabilimento della Chimica Arenella e dal sistema costiero dell’Acquasanta, l’ex manifattura Tabacchi (oggi acquistata da un gruppo di privati con l’obiettivo della sua riqualificazione per attivit ricettive) e il sistema Cantieri navali Porto commerciale, che chiede attenzioni e funzionalit specifiche, il Porto turistico della Cala, arrivando a sud fino al porticciolo di Sant’Erasmo passando per il Foro Italico, nuovo giardino pubblico. Verso l’interno i capisaldi dell’area sono la Fiera del Mediterraneo (la quale dovr essere adeguata alle esigenze di un moderno sistema fieristico), l’area della stazione ferroviaria Sampolo (in parziale dismissione) e del Mercato Ortofrutticolo (che sar trasferito in un’area pi adeguata) e l’area della Caserma Cascino (per la quale dovr essere trovato un accordo con l’Agenzia del Demanio nell’ottica di un pi generale progetto di valorizzazione). L’area comprende anche l’antica borgata marinara del Vecchio e i siti archeologici del Castello a Mare e di San Pietro.Il nuovo carattere che il Programma intende assegnare all’area quello della degli scambi e dell’innovazione attraverso il progetto di un’armatura urbana di infrastrutture e servizi capaci di potenziare le capacit di scambio, di produzione e commercio, con particolare riferimento ai settori dell’innovazione e della creativit progetto prevede la riqualificazione e il riposizionamento strategico di alcune aree dismesse o in trasformazione sulle quali attivare un sistema di servizi alla collettivit e all’impresa per la ricerca, lo sviluppo e l’esposizione di produzioni e servizi legati all’innovazione, anche in connessione con il carattere portuale dell’area. L’area funzioner come sorta di urbano per le attivit legate all’identit marina e nautica o alla qualit del paesaggio d’acqua. L’area si offre quindi come di servizi, reti e occasioni per le imprese dell’intero sistema palermitano che vogliano potenziare i loro assets innovativi e le opportunit di internazionalizzazione, trovando un sistema integrato di esposizione e ricettivit dedicata,
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di infrastrutture di collegamento e di servizi per il potenziamento degli scambi e della diffusione dei prodotti.