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ho dimenticato di dire che per ogni modello testato vengono usati 3 moduli,

il sharp è sempre all’ultimo posto probabilmente è un partita di moduli nata male del 2005 oppure magari è colpa della qualità del vetro ,da un anno all’altro è difficile ipotizzare che tutti i moduli di una tal marca si comportino nello stesso modo essendo diversi gli stabilimenti di produzione e per alcuni anche i fornitori di celle,prendiamo i test per quello che valgono,oggi in una newsletter l’associazione dei consumatori tedeschi chiede una drastica riduzione degli incentivi in fondo le sovvenzioni sono pagate dalla collettività.

Se ci fosse una riduzione “apprezzabile” di efficienza, mi aspetterei che almeno la produzione massima in un giorno diminuisse con il tempo, ma per ora non la noto, quindi ne deduco che sia molto contenuta. sicuramente non è una prova valida, ma.

Per sottolineare questo punto, date un’occhiata ai dati con cui è stato compiuto il test in questione.

Se ben notate Photowatt sta in testa, ma tutti e tre i suoi moduli sono in tolleranza negativa.

Viceversa Sharp, Sunways e Kyocera sono in tolleranza ampiamente positiva.

Chi ha ragione? Se fai un confronto puramente tecnico la ragione ce l’ha Photowatt, perché a fronte di X kWp reali produce più kWh.

In genere il trucchetto di certificare i moduli con una Pn inferiore a quella reale lo attuano quelle aziende che poi si vantano di avere tolleranza solo negativa.

In genere questo trucchetto fa fare dei figuroni ai soliti (costosi) noti, quindi Photon che lo sa bene ha “fregato” tutti pubblicando i dati riparametrati su Pzero, anziché su Pn.

Iniziativa lodevole, ma attenzione a non cadere nel tranello opposto: qualsiasi cliente confronta anche i prezzi, e quelli sono calcolati sulla potenza nominale dichiarata, non su quella misurata a banco.

A me questo test sembra un po’ troppo tecnico.

In sostanza si evidenzia il modulo che ha il miglior rendimento specifico, cioe’ data la sua potenza reale STC, quanti kWh produce.

Ma quello che interessa di piu’ in realta’ e’ il costo del kWh, se voglio piu’ kWh mi conviene semplicemente installare piu’ moduli, se ho problemi di spazio installarne piu’ efficienti.

Insomma il dato piu’ importante a me sarebbe sembrato la resa per potenza nominale, compro 10 pannelli da 175 Wp, spendo xxx (il costo del pannello e’ legato dalla potenza nominale) ed ottengo yyy kWh/anno, rispetto alle altre marche.

Ricalcolando i dati di resa rispetto alla potenza nominale si ottengono belle sorprese, il primo della classifica Photowatt e l’ultimo Sharp sono quasi alla pari, ma in realta’ l’uno non e’ piu’ il primo e l’altro non e’ l’ultimo.

Se ho tempo posto la classifica ‘aggiornata’. Ach, kuesti teteschi !

Ha delle motivazioni chiare, spiegate sulla rivista e facilmente condivisibili da tutti.

Ma ripeto, occhio a non cadere nel tranello opposto: questa classifica non ha significato fuori da un laboratorio di R perché i prezzi non fanno riferimento alla stessa unità di misura quindi non sono confrontabili, e non lo sarebbero neanche se il cinese costasse quanto Sanyo.

Del resto non è che c’era tanta alternativa, eh!

O facevano così o andavano a colpo di culo, e allora quasi sicuramente bastonavano le tolleranze negative.
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