peuterey storm I grattacieli per l’emergenza abitativa

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LE PREVISIONI PER IL 2025. Gli esperti hanno, infatti, previsto che entro il 2025 la popolazione mondiale avrà raggiunto la quota di 8 miliardi di persone. Un numero importante che implica una riflessione profonda sulle modalità di progettazione, in particolare delle grandi città, nelle quali si prevede che si concentreranno sempre più persone. A confrontarsi di recente con queste tematiche è stato il magazine di settore World Architecture News, il quale ha raccolto una serie di pareri da operatori del settore su come l’architettura riuscirà a supportare l’aumento di popolazione previsto (se ci riuscirà).

GRATTACIELI PER ADDENSARE PI FUNZIONI IN UN SOLO EDIFICIO. In occasione della recente conferenza annuale del Council on Tall Buildings and Urban Habitat, l’architetto tedesco Christoph Ingenhoven ha individuato nei grattacieli la migliore soluzione per affrontare il forte aumento demografico. “Penso che abbiamo veramente un gran bisogno di grattacieli”, ha commentato Ingenhoven, “e che gli eventi demografici previsti porteranno un cambiamento fondamentale nel modo in cui percepiamo e progettiamo grattacieli”. Il pensiero di Ingenhoven, condiviso da molti suoi colleghi, è che i grattacieli potranno anche ovviare al problema dello sprawl e dello sviluppo dispersivo sul territorio nella logica orizzontale, attraverso il proprio sviluppo in verticale che permette di addensare più funzioni e più popolazione all’interno della stessa struttura.

APPROCCIO LOCAL: NON ESISTE UN MODELLO UNIVOCO. Portatore di un’altra visione è l’architetto inglese Will Alsop, il quale pensa che non vi sia una risposta univoca al problema della sovrappopolazione,
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né una struttura unica in grado di risolvere la questione. “Mi sento a favore di un approccio più localizzato e differenziato. High Rise non è l’unica soluzione alla crescita della popolazione mondiale. Durante un recente viaggio che ho fatto a Mumbai racconta ho incontrato con un architetto del posto, con il quale ho discusso del problema delle baraccopoli in India e della richiesta di alloggi molto alta. Spesso si pensa che la soluzione più rapida ed efficace sia quella di costruire torri di 30 40 piani, ma a posteriori si è scoperto che se si costruiscono appartamenti oltre i 10 piani, le persone si sentono scollegate dalla città sottostante. La mia conclusione è che esistono soluzioni diverse per luoghi e culture diversi. Non si può pensare a un unico modello”.

MULTIPIANI INTEGRATI NEL TESSUTO URBANO. Ancora un altro parere, quello dell’architetto americano John Bushell, fondatore dello studio Kohn Pedersen Fox (KPF), il quale è si d’accordo con Ingenhoven nel reputare i grattacieli una buona soluzione, ma sottolinea l’importanza di abbandonare il modello per anni prevalente delle cittadelle e quartieri degli affari a soli grattacieli, a favore di multipiani integrati nel tessuto urbano, attraverso un attento studio delle singole città. Certo è che, oltre ad essere integrati nell’ambiente urbano, i grattacieli del futuro dovranno sempre più tenere conto delle richieste energetiche, limitando al minimo i consumi e gli sprechi,
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conclude Bushell.