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In questi giorni la città di Firenze sta ospitando uno degli eventi cinematografici più importanti dell’anno: la première di Inferno, il nuovo thriller di Ron Howard, tratto dal best seller di Dan Brown. Che legame esiste tra un evento in stile Hollywood, a cui parteciperanno anche le istituzioni e la città di Sanremo? E’ un nesso decisamente particolare: si chiama Alice Carli, 35 anni, sanremese doc e direttore New Business e Marketing del brand Peuterey, tra gli sponsor del film. Alice ci ha inviato le immagini scattate ieri sera sul red carpet e nel backstage dell’evento, che ha organizzato per il brand Peuterey e si chiede perché non legare un film e tutto ciò che gli gravita attorno, anche alla città di Sanremo.

Si tratta di un evento di portata mondiale, ma per te non è una novità. Siamo abituati a lavorare su questo calibro. La differenza è che a questo evento prendono parte anche le Istituzioni, tra cui il Premier Matteo Renzi. Rispetto al solito, abbiamo il non plus ultra delle celebrità americane, come Tom Hanks e Felicity Jones, di origini toscane, da parte della mamma. Allo stesso tempo saranno presenti eccellenze italiane del cinema come Luca Argentero e Monica Bellucci, ma anche dell’imprenditoria come Ferragamo e Della Valle. Abbiamo portato alcuni ospiti di grande rilievo come il Presidente italiano della Camera della moda Mario Dall’Oglio, Chiara Ferragni, Luca Dini Direttore di Vanity Fair e la Rinascente, per toccare tutti gli aspetti della moda. Altrettanta importanza è data al consumatore, che ha aderito al nostro concorso e vivrà una serata speciale.

Credi che un evento simile possa essere organizzato anche a Sanremo? Fare un’operazione del genere sarebbe strategica a livello del prodotto di posizionamento della città. Eventi come questo rappresenterebbero strumenti di marketing per Sanremo, un po’ come sta facendo, in modo innovativo Walter Vacchino, in occasione del Sanremo Film Festival, ma non solo. Si tratta di legare legare indissolubilmente la città ad un film specifico.

In che contesto vedresti inserito Sanremo? Mi muoverei per dare un appeal alla città che non sia solo quella di turismo stagionale, per valorizzare la bellezza di Sanremo, che è stata risistemata ad arte, ma dove la parte storica merita ancora un’ulteriore valorizzazione. Un film rappresenta il modo più facile per far vedere tutta la città: permette di vivere la realtà e magari anche di mostrare le usanze e i prodotti tipici, all’interno di un contesto di piccole dimensioni, ma di portata mondiale.

Cosa sarebbe meglio per Sanremo, un film italiano o uno straniero? Un film italiano avrebbe un target italiano, che è interessante, ma rende la visione più miope rispetto ad una produzione internazionale. La città dovrebbe essere legata ad una storia, a degli attori, a dei ricordi a cui lo spettatore possa affezionarsi. Un po’ come è avvento nel film “Il Talento di Mr Ripley” dove si sarebbe potuto dedicare più spazio a Sanremo, proprio come è stato fatto, nella stessa pellicola, per la Costiera Amalfitana. Ovviamente dovrebbe esserci una preparazione adeguata a partire dai ristoranti, agli alberghi e in generale all’accoglienza.

Sanremo è stata il set di diverse pellicole, da The Bourne Identity, a Io sono l’amore allo stesso Talento di Mr Ripley. Una vocazione artistica quella della città, che si presta ad essere una scenografia naturale, non solo per alcuni tra gli eventi più importanti del palinsesto televisivo, ma potrebbe diventarlo anche per il grande schermo.
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