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Professor De Santis, lei un immigrato italiano nelle Valli di Comacchio, dove ha messo su famiglia e vive. Si aspettava un episodio come quello di Gorino?

stata una sorpresa un po per tutti. Nel Delta del Po dove vivo ormai da quarant non siamo abituati ad episodi del genere. Il clima molto civile e il livello di solidariet tra i pi alti in Italia. Raramente si sono verificati episodi d Anzi, posso tranquillamente testimoniare che l il rispetto sono valori condivisi, ben radicati nella popolazione.

Per tutta quella comunit scesa in strada, a suo avviso ostaggio dell xenofoba della Lega, che pure alberga nel Parlamento italiano, oppure l rurale regredisce?

Il fenomeno andrebbe analizzato nella sua complessit Le cose non accadono mai per caso. Prima di tutto occorre fare una distinzione: non si tratta di Goro, ma di Gorino che una frazione di 600 abitanti, la punta pi estrema del Delta ferrarese. E serve un po di cronistoria del luogo: Gorino una comunit di pescatori, vissuta con poco fino a circa trent fa. Poi giunta una ricchezza improvvisa, piovuta dall delle vongole: salari da capogiro per della gente abituata a tirare a campare con molta fatica che forse non hanno saputo gestire. I giovani, piuttosto che studiare, hanno preferito dedicarsi alla raccolta delle vongole, lavorando poco e guadagnando tanto, con risvolti negativi in termini sociali: aumento del tasso di tossicodipendenza, alcolismo, notti brade, incidenti stradali diffusi. Io non parlerei di xenofobia, anche se la sottocultura leghista ha prodotto danni enormi per la coesistenza pacifica e l tra i popoli.

Indubbiamente la paura del diverso, unita alla difesa di un benessere piovuto all hanno contribuito a un spontanea di rivolta e non meditata sufficientemente. In pi ci sono stati errori della Prefettura, che non ha avvertito preparando adeguatamente la popolazione e che si presentata con carabinieri e ordinanza da obbligatoria Non si agisce cos anche se credo che tale modalit sia figlia del tempo: l dove difetta la cultura, si supplisce con le di manzoniana memoria o le barricate contro i pi deboli.

Non ho mai avuto problemi. Anzi sono stato accolto davvero con le migliori intenzioni per farmi sentire a mio agio vero che io ero un immigrato speciale, laureato, sposato con una donna del luogo e poi docente, ma lo stesso trattamento, che io sappia, hanno ricevuto anche immigrati di ceto sociale e provenienza diversi. Posso ancora testimoniare, per come conosco questa realt che i valori di tolleranza, rispetto, solidariet e impegno civile sono ben radicati, frutto probabilmente anche di una cultura laica e socialista molta diffusa da queste parti. Qualche scollamento s manifestato di recente soprattutto nelle nuove generazioni. D sarebbe stato inimmaginabile il contrario, se ci non fosse avvenuto: molti pensano che la cultura politica e l abbiano poco peso, ma non cos l e l agiscono dall al basso.

Lei insegna da molti anni lingua italiana negli istituti di quella provincia, come sono i diciottenni e come sono i loro genitori quarantenni, s alle vicende del mondo?

I ragazzi sono sempre gli stessi, con gli stessi problemi e la stessa voglia che avevamo noi di cavalcare la vita e affermare i nostri ideali. Meno presenti e pi arroganti sono i genitori che, spesso, demandano ad altri proprie responsabilit Forse erano meglio i nostri padri che avevano e ci hanno trasmesso pochi e giusti valori. Oggi si vuole tutto e subito senza chiedersi da dove viene e come si conquistano le cose. Ci che conta sono denaro, potere e immagine.

L per definizione superficiale, egoista e cinico. E non detto che siano aspetti negativi se vissuti in funzione dell Lo diventano quando si accompagnano con una volont di affermazione, sopraffazione e inettitudine, che implicita nell capitalistica, e con un che invece di cogliere le notizie per imparare le divora per non vedere e dimenticare. Ancora una volta un atteggiamento che deriva da un difetto di cultura: meno si sa, meno si conosce, pi si consuma e pi si sta in pace con la propria coscienza. Un popolo che non sa pi indignarsi di fronte a una tragedia come quella di Aleppo o per i morti in mare che fuggono in cerca di migliori condizioni, non ha pi anima, vuoto. Il nostro Paese marcia in questa direzione e i partiti che lo rappresentano ne hanno fatto la loro sostanza.

Lei anche impegnato con associazioni locali e la casa editrice Abao Aqu, piccola ma interessata a diffusione della cultura anche su questioni socio politiche. Serve ancora pubblicare libri, dibattere di temi come le migrazioni dei popoli?

Tocca un anello debole. Anche la mia una posa per non sentirmi inutile, per credere ancora che la civilt sia il prodotto dell dei tanti che sperano nell E forse davvero cos o forse ha senso solo per me. Una cosa certa: io amo la vita e non riuscirei a concepirla, per il rispetto che le devo, senza raccontarla che poi rivivere emozioni, sentimenti e capacit d per ogni sorta d Questo il senso del mio impegno e questo il senso di Abao Aqu: cercare di supplire al difetto di cultura che accompagna i nostri tempi. Siamo tutti in qualche modo dei migranti in cerca del nostro destino.

Giuseppe De Santis nato a Portocannone (Cb), una comunit arb del Molise. Oggi vive a Bosco Mesola (Fe) ed docente di Materie Letterarie nel Polo Tecnico di Adria (Ro). stato tra i fondatori ed ha diretto Quadernetto, unico esempio di rivista nata in una scuola secondaria superiore che ha potuto usufruire del contributo di collaboratori del calibro di: Antonia Arslan, Carmine Abate, Fernando Bandini, Guido Conti, Nando dalla Chiesa, Erri De Luca, Franco Loi, Giovanni Lugaresi, Loriano Macchiavelli, Giuseppe Marchetti, Moni Ovadia, Roberto Piumini, Franco Marcovaldi, Silvio Ramat, Mario Rigoni Stern.

presidente dell LiberEventi che organizza eventi culturali nel Delta del Po ed edita anche libri col marchio ABao AQu edizioni. Ha pubblicato i seguenti romanzi: Il segreto, Bastogi, 1999. Con le edizioni ABao AQu Il cacciatore di talpe, 2007, Il fiore di Brueghel, 2011, Il piantatore di melograni, 2014. Da pochi giorni in libreria l suo lavoro, La promessa di Bala, riflessione sulla guerra, sui contrasti fra popoli e religioni, sull delle culture migranti, sull e sulla poesia.

Il popolo di Goro ( o Gorino ) come il popolo inglese che ha votato Brexit, o gli operai che stanno con Trump, Le Pen o Grillo, o il popolo vallone contro il CETA, o quello della valsusa contro la TAV.

Tutti brutti, sporchi, cattivi, “che era meglio quando stavano in miseria e non rompevano i coglioni”.

Ma qualcosa sul Potere che usa donne e bambini, in Siria come in Italia, come scudi umani per i propri sporchi affari ?

Diceva Che Guevara che bisogna costantemente esercitare la solidariet con il Popolo.

Per quanto possa essere chiara la posisione di un/del giornale ci non toglie che la circostanza sottovalutata da una parte e giustificata dall Si d ormai tutto per scontato, come se tutti conoscessimo/conoscessero le direttive assegnate alle foze dell o addirittura come queste operino in certe direzione di loro sponte.

Non voleva essere uno spunto polemico, se tale parso me ne scuso, ma un blocco stradale stato sempre accomunato a un atto di eversione in note occasioni, con le dovute conseguenze, e in altre no.
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