peuterey primavera Pictures of European Alps

collezione peuterey Pictures of European Alps

I am an enthusiastic climber. In the following you can find pictures of some of my favourite mountains. I didn’t take these pictures myself (I downloaded them from the net), even if I climbed most of them.

Of course the Mount Blanc comes at the first place. Here you have a couple of pictures of the North Face (image1, image2), which is what you see from Chamonix. Balmat and Paccard’s original route ran among these slopes and this is where the ski route from Grands Mulets Refuge nowadays passes. Usually one leaves the skiis at the Vallot Refuge and goes on on foot along the Boisson Ridge, which is the final part of the normal route, both coming from France (Goutier Refuge) and from Italy (Gonnella Refuge). When I was there the first time with the skiis, the wind was so strong that nobody could go any further than the Vallot Refuge. The Italian normal route, also called Ratti route after the name of Achille Ratti who first traced it descending from the top of the Mount Blanc, runs thru the wild and impressive Miage Glacier; it is a very long route, although not very difficult (it is graded PD+), but it’s the only easy’ route to the top coming from Italy; moreover it’s worth to be tried just for the exceptional kindness of the family that runs Gonnella Refuge. All other Italian routes are more difficult, even if under a climber’s point of view of much greater interest. Some of them run along the so called Brenva Face, which you see here at dawn and at sunset. The Brenva Face is closed on the left by the Peuterey Ridge. Here you see a glimpse of the Aiguille Blanche of Peuterey. One should not think, however, that the Mont Blanc Massif is just the Mont Blanc: there are a lot of other interesting mountains to climb. A very nice climb is theTour Rond North Face (I repeated it this summer for the second time), or also the Rochefort Ridge, which starts at the base of this somehow clumsy rock, which is called the Giant’s Tooth’, in French Dent de Geant’ (here you can see how the top looks like), in Italian Dente del Gigante’ (here you can admire the whole Rochefort Ridge, as you see it from the Torino Refuge). For the ones who prefer skiing, I recommend the Aiguille d’Argentiere: when we did it in 1997 spring, the snow was just perfect, not too soft, not too hard (the higher part is 45 degree steep!).

Even if the Mont Blanc Massif is probably the most impressive region in European Alps, the mountains that run along the so called Central Ridge of the Alps aren’t bad at all; the best known of all is certainly the Matterhorn which you see here from the Swiss side. On the left runs the Hoernli Ridge, which is the normal route to the top from Switzerland: we climbed it in 1998, but unfortunately we couldn’t make it to the top and had to come back when we had still 400 meters to climb. In my opinion, one of the nicest north faces in the Alps is the Lyskamm North Face, which is unfortunately known as the Men eater’ (Menschenfresser in German), because of the accidents that claimed the lives of many climbers. It’s 600 meters high and has an approximately constant slope of 55 degrees; it is graded D+.

Perhaps less known is the Grand Casse North Face in the French National Vanoise Park. The Couloir des Italiens is the hardest route I’ve climbed up to now, maybe together with the Roseg North Face, of which I don’t have a picture now. Just across the border, lies the Italian National Gran Paradiso Park, which originally served as a hunting reservation for the king. It’s a real paradise, as the name itself suggests, especially for mountain skiing. For Eastern 2000 we climbed

the Punta Tzantaeleina.

Another interesting mountain region is the French National Les Ecrins Park, which owes its name to the Ecrins Massif. As a matter of fact, the Pelvoux Group is in the same park. You can climb the Barre des Ecrins in winter with the skiis or in summer on foot: in both cases the starting point is Refuge des Ecrins.
peuterey primavera Pictures of European Alps

woolrich piumino donna Piccoli Grandi Saperi

logo peuterey Piccoli Grandi Saperi

Partito nelle scorse settimane, il programma di attivit? per bambini e ragazzi alla Libreria My Accademia di Firenze (Via Ricasoli 105 r) prevede, oltre a visite guidate nei Musei Statali fiorentini, inediti percorsi in citt?legati alla storia di Firenze come: ?Segnaletica Medievale?. alla scoperta di stemmi e simboli di un lontano passato o eguimi!
woolrich piumino donna Piccoli Grandi Saperi
A spasso per Firenze con il piccolo Sandro Botticelli?. A questi si aggiungono divertenti laboratori curati dalla Scuola di Musica l Trillo?nei quali si potr? partecipare attivamente a giochi musicali. Le attivit?si concluderanno il 21 dicembre 2013 con un grande concerto natalizio presso la Libreria My Accademia tenuto da piccoli musicisti in collaborazione con lssociazione elodie in Concerto?

Le visite sono effettuate da operatori della Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino e della Soprintendenza Archeologica.

La prenotazione per le attivit?in libreria ?obbligatoria e gratuita, fino ad esaurimento posti, con lcquisto di un libro. Al termine di ogni iniziativa verr?offerta una merenda.

Per la visita ai Musei Statali il biglietto dngresso ?gratuito per cittadini fino a 18 e sopra i 65 anni per i cittadini dellnione Europea, e ridotto del 50% per chi abbia un’et?compresa tra i 18 ed i 25 anni.
woolrich piumino donna Piccoli Grandi Saperi

peachoo krejberg Peuterey Studio collezione autunno inverno 2016 2017

spaccio peuterey milano Peuterey Studio collezione autunno inverno 2016 2017

In occasione di Milano Moda Uomo, Peuterey presenta Peuterey Studio per il prossimo autunno inverno 2016 2017, collezione dove autenticità e utilità definiscono una visione di funzionalismo urbano.

Per la stagione d’esordio, il direttore creativo Federico Curradi sviluppa un guardaroba modulare mescolando elementi utility con tocchi gentleman. Seguendo l’idea del realitytelling un concetto che è centrale a tutto il sistema Peuterey Curradi si rivolge idealmente un uomo che è sia un pensatore e un creatore: un inventore che non ha paura di sporcarsi le mani per costruire i propri progetti, e farli accadere.

Distillato l’essenza, il guardaroba contemporaneo è ripensato seguendo un’idea di elegante dinamismo. Parka e giubbotti pragmatici sono reinterpretati in lane diagonali o tecniche; cappotti e montgomery hanno cinghie interne per essere indossati come zaini quando necessario, mentre le giacche di fustagno con fodere staccabili e colli di shearling possono essere utilizzate in diversi modi; camicie utilitarie e maglioni precisi esprimono praticità. Le camicie abbinate ai pantaloni suggeriscono una nuova lettura della divisa. Jacquard matematici e intarsi geometrici danno alla maglieria un fascino cerebrale, ma concreto. Tasche applicate e cinture/collari degli attrezzi lasciano le mani libere,
peachoo krejberg Peuterey Studio collezione autunno inverno 2016 2017
diventando molto più di semplici accessori. Le cravatte sono obbligatorie, ma mai rigide.

La scelta dei tessuti è classica: lane double face, tecniche e diagonali, nylon, gabardine. La tavolozza dei colori è sobria con accenti anni Cinquanta: toni di antracite, ruggine, verde militare, nero. Nuovi classici nascono dalla fusione di design inventivo e attenzione al fattore umano, plasmando abiti pensati per essere utilizzati, non contemplati.
peachoo krejberg Peuterey Studio collezione autunno inverno 2016 2017

peuterey giacconi uomo prezzi Peuterey Studio a

peuterey prezzi outlet Peuterey Studio a

Peuterey Studio è l’espressione più alta dell’estetica Peuterey e peril suo esordio, il direttore creativo Federico Curradi sviluppa un guardaroba modulare mescolando elementi pratici con tocchi da vero gentleman. Curradi si rivolge idealmente un uomo che è sia un pensatore e un creatore, un inventore che non ha paura di sporcarsi le mani per costruire i propri progetti, e farli accadere.

Il guardaroba contemporaneo è ripensato seguendo un’idea di elegante dinamismo: parka e giubbotti sono reinterpretati in lane diagonali o tecniche; cappotti e montgomery hanno cinghie interne per essere indossati come zaini quando necessario, mentre le giacche di fustagno con fodere staccabili e colli di montone possono essere utilizzate in diversi modi. Le camicie abbinate ai pantaloni suggeriscono una nuova lettura della divisa. Jacquard matematici e intarsi geometrici sono il focus della maglierie, mentre tasche applicate e cinture/collari degli attrezzi lasciano le mani libere, diventando molto più di semplici accessori. Le cravatte sono obbligatorie.

La scelta dei tessuti è classica: lane double face, tecniche e diagonali, nylon, gabardine. La tavolozza dei colori è sobria con accenti anni Cinquanta: toni di antracite, ruggine, verde militare, nero.

Vogue Arts

Kristin Prim e le lettere di The ProvocateurQuattro chiacchiere con Kristin Prim, fondatrice di The Provocateur il sito che pubblica le lettere scritte appositamente da grandi donne a tutto l’universo femminile. Ecco tutto quello che c’è da sapere (e prepariamoci allo scontro con Taylor Swift)

New York Fashion Week: tutti gli eventiI party più esclusivi della New York Fashion Week

New York Fashion Week: lo street styleTutto il meglio dello street style avvistato alla Settimana di New YorkFocus on models

Model’s look: lo stile delle modelle a New YorkDalla Settimana della Moda di New York Autunno Inverno 2016/17Notizie del giorno

Le sfilate cambiano: da Burberry a tutte le novità delle passerelleLe collezioni Uomo e Donna sfileranno insieme e saranno in vendita subito dopo lo Show. Queste le novità di Burberry che si collocano in un quadro di evoluzione generale: le passerelle stanno cambiando
peuterey giacconi uomo prezzi Peuterey Studio a

peuterey inverno Peuterey si allarga e punta sull

peuterey london Peuterey si allarga e punta sull

strategiche. L comport una rivoluzione copernicana: tutto prese a ruotare attorno alla mia figura di amministratore delegato Allo stesso tempo, al rapporto personale con la famiglia si sostitu un tipo di relazione tra Pesci e Kering basato essenzialmente sui numeri. piano di budgeting e di reporting divenne pi rigido. Prima il bilancio consolidato veniva chiuso ogni novanta giorni, poi ogni trenta In un caso un manager deve far maggiore ricorso all emozionale, nell la matematica a farla da padrona. grande gruppo si rapporta con la singola azienda in modo freddo. Alcune soluzioni drastiche, ineccepibili in termini finanziari, si rivelano per dannose alla prova dei fatti: le azienda sono fatte di persone, non di numeri Certo, si tratta di generalizzazioni. Eppure sembra che Francesco Pesci abbia trovato in Peuterey una felice eccezione rispetto a questa sorta di manicheismo aziendale: famiglia Lusini (il presidente del gruppo Francesca Lusini, ndr.) affezionata all ma conosce bene il business. Qui, la velocit di decisione e l ben si armonizzano con un approccio lucido e professionale Il gruppo, tutto concentrato ad Altopascio (LC), costituito da tre marchi: PostCard, acquisito nel 2012,
peuterey inverno Peuterey si allarga e punta sull
Geosprint e Peuterey. brand di lusso sostenibile incentrato sull nato solo nel 2002. Ci nonostante una realt consolidata in Italia e va fortissimo soprattutto nell Dach (Germania, Austria, Svizzera). Anche se gi oggi possediamo negozi da Zurigo a Dubai, da Amburgo a Seoul, da Anversa a Pechino a Harbin, la mia priorit espandere il mercato estero, che per ora frutta il 30% del fatturato Pesci mira a incrementare la rete distributiva soprattutto negli Usa e in Cina. America possibile concludere partnership con le principali catene di department store; nel colosso asiatico, per intrinseche peculiarit socio economiche, bisogna puntare sui negozi di propriet E per quanto riguarda il prodotto? sfida sviluppare le categorie merceologiche complementari al capospalla e meno legate alla stagionalit invernale, quali maglieria, jersey e pantaloni Il gruppo Peuterey di propriet della famiglia Lusini: nel 2014 ha raggiunto un fatturato di 80 milioni di euro Qui sopra Francesco Pesci, da inizio 2015nuovo ceo di Peuterey
peuterey inverno Peuterey si allarga e punta sull

peuterey geospirit Peuterey sbarca in via della Spiga a Milano

modelli peuterey Peuterey sbarca in via della Spiga a Milano

CARRARA. Domenica scorsa il Corriere della Sera è andato in edicola presentando nelle sue pagine un solo inserzionista pubblicitario, un’azienda che ha acquistato tutti gli spazi pubblicitari del quotidiano milanese, dalla prima all’ultima pagina. Un’operazione anche per preparare l’apertura, nella metropoli lombarda, di un punto vendita in via della Spiga. L’azienda che ha scelto questa strategia di marketing è lucchese (la sede è ad Altopascio) ma anche un’anima carrarese: si tratta della G che si è presentata con il suo marchio Peuterey, che firma capi di abbigliamento prestigiosi, di qualità e di tendenza. E che opera a stretto contatto con un’azienda, la D che promuove i marchi Dekker e Kejo. Ormai conosciuti in tutta Italia e in buona parte del mondo. Una scelta vincente, almeno a giudicare dalla crescita costante delle aziende, che oggi contano circa 200 dipendenti (buona parte dei quali è impegnata nei settori della ricerca e del marketing) con un fatturato complessivo che si aggira intorno ai 130 milioni di euro. Il merito è delle idee, del coraggio, della lungimiranza di un gruppo di imprenditori che ha puntato prima sulla qualità del prodotto (i giacconi da neve GeoSpirit) resistendo e anzi affermandosi nel momento in cui c’è stato il boom della grande distribuzione organizzata anche nel campo dell’articolo sportivo. E che poi ha privilegiato un progetto a sostegno dei suoi prodotti, arrivando a quattro marchi e a sette collezioni. E’ nei laboratori di via Biagioni che nascono i capi diffusi sul mercato non solo con il marchio di partenza, appunto GeoSpirit, ma anche con Peuterey, Kejo e Dekker e da un anno e mezzo anche Auiguille Noir, alto di gamma. Nello straordinario successo del marchio Peuterey, come detto, vi è anche un’anima carrarese. Amministratore delegato e direttore creativo di tutti i marchi del gruppo G Net (che commercializza Geospirit, Peuterey e Aiguille Noir, prodotto alto di gamma) ma anche di D (Dekker e il notissimo Kejo) è infatti Riccardo Coppola, che è sì livornese di nascita ma ormai carrarese di adozione; a Carrara approdò nell’88 per lavorare come responsabile ufficio stile alla Foster di Massimo Tassinari, altro carrarese e altro nome chiave per l’azienda di Altopascio, diventata un colosso dell’abbigliamento (la G ha fatturato circa 110 milioni nel 2010). Era il 2002, quando Coppola e Massimo Tassinari entrano come consulenti alla Geospirit, che esisteva già e produceva giacche a vento e piumini tecnici per lo sci (anche per conto della Ciesse Piumini) e già aveva il marchio Peuterey. Coppola ovviamente fa il consulente per la parte stilistica, Tassinari per la gestione aziendale e marketing, e affiancano Mauro Paganelli e Graziano Gianelli (rispettivamente di Borgo a Buggiano e Milano). Le cose girarono subito per il meglio, e il legame Carrara Altopascio fu reso ancor più forte intorno al 2004, quando la Dekker, azienda di Tassinari con sede nella città del marmo e Geospirit diedero vita al marchio Kejo; fu un vero boom, e fu deciso siamo nel 2004 2005 di trasferire tutta la produzione dei piumini ad Altopascio. Fino al 2008 di fatto
peuterey geospirit Peuterey sbarca in via della Spiga a Milano

peuterey sconti Peuterey sar al vertice con gli sceicchi del Qatar

peuterey prezzi outlet Peuterey sar al vertice con gli sceicchi del Qatar

BORGO A BUGGIANO. Qualche quotidiano finanziario ne ha già parlato. Di questa riunione in programma lunedì 12 maggio in una sede ancora riservata di Firenze. Una riunione alla quale dovrebbe partecipare anche Peuterey, il gruppo di moda con sede ad Altopascio ma che vede fra i soci fondatori Mauro Paganelli, notissimo imprenditore e spertivo di Borgo a Buggiano.

La riunione del 12 nel capoluogo fiorentino vedrà di fronte una serie di medie aziende toscane di grande nome e qualità. Di fronte due colossi dell’investimento globale. Il fondo Blackrock, recentemente entrato in Monte dei Paschi ma anche nel Banco Popolare. L’altro investitore sarà il Qatar investitor autorithy, ovvero la struttura finanziaria dell’emirato.

Due autentici colossi che dovrebbero trovarsi di fronte personaggi e marchi come Sammontana, gli empolesi primo gruppo italiano per la produzione di gelato (gli altri marchi sono tutti in manop straniere, dalla Motta della Nestlè all’Algida di Unilever), ma anche Antinori, uno dei colossi del vino, fra i primi in Italia come proprietari di vigne e cantine.

Di questo gruppo di marchi storici farà parte anche Peuterey da tempo ormai al centro di grandi manovre finanziarie. Perchè il gruppo di Altopascio è già cresciuto molto ma ha bisogno di nuova liquidità per crescere ancora.

Da qui i contatti con il gruppo Clessidra, ma anche il fatto che l’azienda è stata inserita nella lista Elite dalla Borsa di Milano.

Si tratta di quelle aziende che potrebbero essere le prossime matricole di Piazza Affari. Come Peuterey c’è anche Harmond and Blaine, gruppo napoletano molto attivo nel campo del casual chic.

Si ignora se la riunione di Firenze del 12 approderà subito a qualcosa, di certo visto il valore e la forza degli investitori, le aziende selezionate per il vertice sono indubbiamente di assoluta qualità.

Peteurey (dal nome di una guglia del Monte Bianco, versante francese), ha in pancia anche marchi importanti come Kejo, altro brand che produce quei famosi giubbotti dallo stile prettamente nipponico.
peuterey sconti Peuterey sar al vertice con gli sceicchi del Qatar

peuterey brenda Peuterey punta sui mercati esteri e investe nel digitale

peuterey revenge Peuterey punta sui mercati esteri e investe nel digitale

Beato il Paese che non ha bisogno di quote rosa, direbbe forse oggi Bertolt Brecht. Ma serve battersi per una presenza più equa delle donne nel mondo del lavoro e in particolare nelle posizioni apicali? Serve, serve.

Come dimostra la storia di Francesca Lusini, dal 2011 presidente del gruppo Peuterey: determinata e allo stesso tempo autoironica con se stessa e il suo ruolo. Capace di correggere la strada senza perdere di vista la sua visione del brand. Incline ad ascoltare collaboratori e interessata ai cambiamenti della società, anche grazie alla sua formazione. laureata in legge ma dal 2009 al 2011, prima di diventare presidente, è stata responsabile per le risorse umane di Peuterey e oggi sente una grande responsabilità verso i 500 dipendenti del gruppo e le loro famiglie. Anche per questo si sta studiando il progetto di un asilo in fabbrica, una scelta di welfare aziendale che spesso aziende ben più grandi non fanno.

L fiscale si chiude il 31 marzo e prevediamo un fatturato di 75 milioni, in crescita del 7% rispetto al 2015 e con una quota di export del 30% spiega Francesca Lusini dalla sede di Altopascio (Lucca) del gruppo Peuterey Già da qualche anno l è aumentare il peso del mercati esteri, ma lo stiamo facendo con il Peuterey costituire filiali e insediarsi in un Paese o in un come l passo dopo passo. Non cerchiamo esplosioni di fatturato di breve, vogliamo far conoscere il marchio per dargli un futuro a medio e lungo termine.

Oltre a una campagna di respiro internazionale, affidata al duo Mert Alas e Marcus Piggott, e a investimenti mirati nel digitale (si veda l a fianco), Francesca Lusini e il suo team vogliono riportare l su capi iconici del brand, come accadrà nei giorni del prossimo Pitti Uomo (10 13 gennaio). Organizzeremo un evento a Firenze: sarà l per mostrare a tutti che Peuterey ruota intorno al capospalla, ma sta estendendo il suo stile alla maglieria e agli accessori . Anche per questo abbiamo scelto come direttore creativo Federico Curradi, che ha lavorato per Cavalli, Iceberg ed Ermanno Scervino. Penso che ora la squadra sia davvero affiatata: da maggio il ceo è Tiziano Bonacchi, che prima ricopriva la carica di cfo del gruppo, conosce a fondo l e ne condivide la visione.

Il gruppo ha in portafoglio anche i marchi Aiguille Noire, Geospirit e Post Card, acquistato nel 2012. Il 2017 sarà l dell all e della focalizzazione su Peuterey, Post Card merita una strategia di rilancio a sé conclude la presidente del gruppo Se volessimo fare tutto insieme disperderemmo troppe energie, ma arriverà anche il momento di Post Card.

Il posizionamento di Peuterey per Francesca Lusini è una certezza: Il mercato è difficile, per tutti,
peuterey brenda Peuterey punta sui mercati esteri e investe nel digitale
ma noi restiamo nel segmento premium e abbassare i prezzi vorrebbe dire automaticamente abbassare la qualità, perché noi abbiamo sempre puntato sul giusto rapporto qualità prezzo. Non vogliamo speculare né strizzare i margini: l è crescere grazie a tecnologia e innovazione per creare prodotti con un e se possibile fuori dal tempo e lontani quanto basta dalla moda o dalla tendenza del momento.

Il Sole 24 ORE incoraggia i lettori al dibattito ed al libero scambio di opinioni sugli argomenti oggetto di discussione nei nostri articoli. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Non verranno peraltro pubblicati contributi in qualsiasi modo diffamatori, razzisti, ingiuriosi, osceni, lesivi della privacy di terzi e delle norme del diritto d’autore, messaggi commerciali o promozionali, propaganda politica.

Finalità del trattamento dei dati personali

I dati conferiti per postare un commento sono limitati al nome e all’indirizzo e mail. I dati sono obbligatori al fine di autorizzare la pubblicazione del commento e non saranno pubblicati insieme al commento salvo esplicita indicazione da parte dell’utente. Il Sole 24 ORE si riserva di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono pubblicati i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Ogni ulteriore diffusione dei dati anagrafici dell TMutente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi è, dunque, prevista.

Tutti i diritti di utilizzazione economica previsti dalla legge n. 633/1941 sui testi da Lei concepiti ed elaborati ed a noi inviati per la pubblicazione, vengono da Lei ceduti in via esclusiva e definitiva alla nostra società, che avrà pertanto ogni più ampio diritto di utilizzare detti testi, ivi compreso a titolo esemplificativo il diritto di riprodurre, pubblicare, diffondere a mezzo stampa e/o con ogni altro tipo di supporto o mezzo e comunque in ogni forma o modo, anche se attualmente non esistenti, sui propri mezzi, nonché di cedere a terzi tali diritti,
peuterey brenda Peuterey punta sui mercati esteri e investe nel digitale
senza corrispettivo in Suo favore.

peuterey regina navy Peuterey punta all’estero per rilanciare il fatturato

abbigliamento peuterey outlet Peuterey punta all’estero per rilanciare il fatturato

LA SFIDA è prendersi il mondo. O almeno una parte di esso, quello dei nuovi mercati che crescono come le economie mature non sanno più fare. La strada è segnata anche per Peuterey, la maison lucchese dell’alta moda, centro pensante ad Altopascio come ricorda con orgoglio il suo giovane presidente, Francesca Lusini, che prima col padre e ora col fratello Giovanni controlla e conduce questo brand famoso per i pregiati capospalla. Ne produciamo 700.000 all’anno dice la presidente. Strada segnata, si diceva, verso un’internazionalizzazione spinta, da inseguire attraverso l’apertura a raffica di negozi monomarca e la crescita in due aree del globo: America e Far East.

In pochi mesi il gruppo ha già aperto dodici negozi monomarca, all’estero e in Italia. Per quest’anno altre 4 aperture previste in Europa (Germania, Svizzera e Austria, in un’area che resta il secondo mercato dopo l’Italia) e altre 4 5 in Asia. E poi ancora 30 nei prossimi cinque anni, supportati dall’avvio di società oltre confine, come ha ricordato l’amministratore delegato, Tiziano Bonacchi, all’atto dell’ammissione della società in Elite, il programma di Borsa Italiana che accoglie solo le eccellenze per aiutarle nello sviluppo, anche attraverso il rafforzamento patrimoniale con la quotazione in Borsa o l’ingresso di fondi nel capitale sociale. Non subito, però dicono da Peuterey.

All’estero a passo di carica, insomma, per far crescere quella quota del 30% di ricavi che il gruppo di Altopascio ottiene oltre confine di un fatturato che inevitabilmente ha sofferto della crisi dei consumi interni: i ricavi che nel 2011 avevano sfondato la soglia dei 100 milioni, sono pesantemente scesi ad 85 nel 2012, livello che si punta a mantenere nell’esercizio in chiusura alla fine di questo mese e aspettando che gli investimenti all’estero diano ritorni. Anche la redditività è in calo dal top raggiunto nel 2009, quando l’ebitda sul fatturato fu del 23,4% (quest’anno dovremmo essere intorno al 13% dice Francesca Lusini).

Ai brand Peuterey, nato nel 2002 (la società madre Geo srl è del 1990), e Geospirit, molto più recentemente si sono aggiunti PostCard e Aiguille Noire. Il gruppo è un caposaldo importante dell’economia intorno ad Altopascio, dove dà lavoro diretto a 200 addetti e alimenta l’indotto, oltre ad occupare una quindicina di persone nella sede di Milano e un altro centinaio nella rete dei negozi. Nel nostro stabilimento spiega Francesca Lusini disegniamo e realizziamo tutti i prototipi, circa 600 nell’ultima stagione autunno inverno, e curiamo lo sviluppo del campionario utilizzando esclusivamente aziende toscane. Così come di provenienza italiana sono i tessuti e gli accessori, mentre la confezione è poi a cura di fasonisti in giro per il mondo. Per i prossimi cinque anni conclude la presidente puntiamo a proseguire in un crescita sana, investendo non solo in flagship store all’estero ma anche in risorse umane e comunicazione.
peuterey regina navy Peuterey punta all'estero per rilanciare il fatturato

outlet barberino woolrich Peuterey punta al wholesale oltre confine

geospirit peuterey Peuterey punta al wholesale oltre confine

Peutereyspinge sull estera. Il marchio specializzato in outwear, insieme a Geospirit e Postcard di proprietà della famiglia Lusini, ha in serbo una serie di mosse strategiche tra cui spicca la volontà di incrementare la propria presenza nell’Europa dell’est, in Russia, Giappone e Korea. “In Europa dichiara a PambiancoNews Tiziano Bonacchi, Chief Financial e Executive Officer siamo praticamente presenti ovunque, tranne in Inghilterra, e riscontiamo ottimi successi nell’area Benelux, nei Paesi di lingua tedesca e in Spagna ma possiamo fare di più”. A ciò si aggiunge il progetto di affiancare una distribuzione wholesale francese al monomarca di Parigi, e penetrare con maggior decisione nel mercato americano grazie a nuovi agenti capaci di fare breccia nei department store più importanti oltre che nel canale wholesale, quest’ultimo ancora inesplorato. Per ora, il numero delle boutique italiane resterà stabile (Roma, Milano e Cortina) ma c’è la volontà di accrescere la rilevanza wholesale puntando a top seller come La Rinascente, Brian e alcuni iscritti alla Camera Italiana Buyer Moda The Best Shops. Su questa scia si inserisce “The Icon Project”, capsule collection realizzata in esclusiva per Luisaviaroma e presentata con un evento speciale in concomitanza con Pitti Immagine Uomo.

“Oggi continua Bonacchi il 20% del fatturato del marchio (70milioni di euro nell chiusoa marzo 2016) deriva dai mercati esteri. Stiamo puntando ad aumentare questa percentuale migliorando anche le performance online, avendo affidato ad una società esterna la gestione italiana e straniera dell’e store”. L’e commerce sembra essere una fonte preziosa per Peuterey: ” importante perché, insieme a Facebook e Instagram, consente di avere informazioni crm (customer relationship management, ndr) e feedback immediati su clienti attuali e potenziali. Per ora il canale online genera 500mila euro ma confidiamo in un aumento graduale”.

Peuterey conta 290 clienti esteri (570 doors) e circa 650 italiani (circa 1300 doors). Gli store monomarca oltre confine sono aParigi, Dusseldorf, Anversa, Zurigo, Shanghai e Quingdao.
outlet barberino woolrich Peuterey punta al wholesale oltre confine